Novità librarie di interesse romanistico del 2018

 

Literature of the Crusades, Edited by Simon Thomas Parsons and Linda M. Paterson, Martlesham, Boydell & Brewer, 2018.

ISBN 9781843844587, 224 pp., 60,00 euro

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The interrelation of so-called "literary" and "historical" sources of the crusades, and the fluidity of these categorisations, are the central concerns of the essays collected here. They demonstrate what the study of literary texts can do for our historical understanding of the crusading movement, challenging earlier historiographical assumptions about well-known poems and songs, and introducing hitherto understudied manuscript sources which elucidate a rich contemporary compositional culture regarding the matter of crusade.
The volume discusses a wide array of European textual responses to the medieval crusading movement, from the Plantagenet and Catalan courts to the Italy of Charles of Anjou, Cyprus, and the Holy Land. Meanwhile, the topics considered include the connexions between poetry and history in the Latin First Crusade texts; the historical, codicological and literary background to Richard the Lionheart's famous song of captivity; crusade references in the troubadour Cerverí of Girona; literary culture surrounding Charles of Anjou's expeditions; the use of the Mélusine legend to strengthen the Lusignans' claim to Cyprus; and the influence of aristocratic selection criteria in manuscript traditions of Old French crusade songs. These diverse approaches are unified in their examination of crusading texts as cultural artefacts ripe for comparison across linguistic and thematic divides.

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L’Italia dei trovatori, a cura di Paolo Di Luca e Marco Grimaldi, Roma, Viella, 2017 (I libri di Viella, 267).

ISBN 9788867288755, 260 pp., 30,00 euro

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La poesia trobadorica ha influito profondamente sulla cultura italiana, sia perché costituisce il modello principale della lirica amorosa sia perché i trovatori, la cui presenza al di qua delle Alpi si intensifica tra XII e XIII secolo, hanno spesso preso parte alle vicende storiche italiane e hanno cantato non solo d’amore ma anche di politica, di morale, di eventi quotidiani. 
Con tale ventaglio tematico ben presente, i saggi raccolti in questo volume inaugurano nuove prospettive su alcuni contesti (Genova, Pisa, la corte estense), personaggi (Federico II) ed eventi (le lotte tra le partes nell’Italia del Duecento), nonché su forme letterarie (la poesia storico-politica e comico-satirica), dinamiche di circolazione dei manoscritti e applicazione ai componimenti poetici di categorie interpretative delle scienze storiche, dimostrando come i testi trobadorici costituiscano una fonte di estremo interesse non solo per i filologi bensì per tutti gli studiosi della storia dell’Italia medievale.

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Il «Lucidario» bergamasco (Biblioteca Civica Angelo Mai, ms. MA 188), edizione critica a cura di Marco Robecchi, Milano, Ledizioni, 2017 (Biblioteca di Carte Romanze, 5).

ISBN 978-88-6705-571-5, 358 pp.

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Composto al volgere del secolo XI, l’Elucidarium di Onorio Augustodunense godette di un’enorme fortuna nel corso di tutto il Medioevo. I manoscritti dell’originale latino sono centinaia, e altrettanto eccezionale è il numero di versioni nelle varie lingue europee. In ambito italiano si contano una traduzione dal francese, conservata da una trentina di codici, e tre volgarizzamenti dal latino, uno milanese, uno bolognese e uno bergamasco. Di quest’ultimo, tramandato da un unico manoscritto della metà del XV secolo, si offre qui per la prima volta l’edizione critica. Lo studio che la correda ne ricostruisce la genesi entro l’ambiente delle confraternite laiche che nella Bergamo quattrocentesca collaborarono strettamente con gli ordini mendicanti. All’interesse che ne consegue sul piano storico documentario si assomma quello linguistico, trattandosi di un testimone importante del volgare impiegato nella cittadina orobica, aperto agli usi delle scriptae sovramunicipali padane ma ancora poco permeabile all’influsso del toscano in via di affermazione. 

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«Or vos conterons d’autre matiere». Studi di filologia romanza offerti a Gabriella Ronchi, a cura di Luca Di Sabatino, Luca Gatti, Paolo Rinoldi, Roma, Viella, 2017.

ISBN 9788867288908, 328 pp., 35,00 euro

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Questa raccolta di saggi di filologia romanza offerta a Gabriella Ronchi da amici e allievi contiene studi su testi e autori di cui la dedicataria della miscellanea si è occupata (il Milione, il Tristano di Béroul, volgarizzamenti, Ariosto), ma è aperta a vari generi della produzione medievale (epica, lirica, narrativa breve e allegorica), con particolare attenzione per le aree italiana e gallo-romanza. Le escursioni su temi moderni e contemporanei ampliano la visuale oltre i confini del Medioevo.

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Federico Saviotti, Raimbaut de Vaqueiras e gli altri. Percorsi di identificazione nella lirica romanza medievale, Pavia, Pavia University Press, 2017.

ISBN 9788869520730, 270 pp., 21,00 euro

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Nell’opera del trovatore Raimbaut de Vaqueiras (attivo tra il 1188 e il 1205), al contempo straordinariamente ‘personale’ e ‘aperta’ verso il reale rispetto a quella dei poeti suoi contemporanei, la rappresentazione dell’identità e dell’alterità costituisce un aspetto cruciale e per certi versi fondante.
Mettendo a frutto tale chiave di lettura, questo libro intende proporre un tentativo globale di avvicinamento all’identità dell’autore, valorizzando le alterità con cui essa si confronta. La poesia che le costruisce e le tramanda, dal momento della sua composizione a quello della sua diffusione e raccolta nelle sillogi manoscritte, è esaminata nei diversi capitoli mediante una molteplicità di punti di osservazione e approcci che contribuiscono a porne in luce la sostanziale coerenza.

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Calendari. L'uomo, il tempo, le stagioni, a cura di Sonia Maura Barillari e Martina Di Febo, Aicurzio, Virtuosa-Mente, 2018.

ISBN 978-88-98500-21-5, 494 pp., 49,00 euro

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Il Mistero provenzale di sant’Agnese, Edizione critica con traduzione e trascrizione delle melodie a cura di Silvia De Santis, Roma, Viella, 2016 (Biblioteca di Studj Romanzi, 1)

ISBN 9788867286348, 368 pp., 45 euro

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Segnalato da Gianfranco Contini quale reperto preziosissimo «della primitiva sintesi poetico-musicale (o piuttosto musicale-poetica) del teatro medievale», il Mistero provenzale di sant’Agnese, tramandato dal codice Chig. C. V. 151 della Biblioteca Apostolica Vaticana, rappresenta forse la testimonianza più rilevante della drammaturgia medievale in lingua occitana.
Opera di indubbio interesse linguistico quale documento della varietà scritta e parlata in Provenza, essa ha suscitato l’attenzione degli studiosi anche per la specifica presenza di brani lirici ispirati a motivi musicali sacri e profani, comprese alcune fra le più celebri composizioni trobadoriche. Attualmente strutturato in tre “atti” fondamentali (il Giudizio, il Lupanare e il Martirio), del Mistero non colpisce soltanto la forza drammaturgica, ma anche la ricchezza delle didascalie, redatte in un latino di influsso fonetico largamente occitano. Parimenti, la varietà dei personaggi non impedisce la nettezza dei loro singoli profili.
Notevole è infine l’effetto della messinscena, con tanto di apparizioni angeliche e demoniache fino alla miracolosa crescita dei capelli (scenicamente risolta mediante l’invio ad Agnese, da parte di un angelo, di un indumentum capillorum) e al rogo della martire.

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Lorenzo Mainini, Gli anni della tradizione: testi, codici e culture (secc. XII ex.-XIV in.). Capitoli per una storia materiale, Roma, Viella, 2017 (Biblioteca di Studj Romanzi, 2).

ISBN 9788867289431, 356 pp., 35,00 euro

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Ogni frammento della società bassomedievale ridefinisce nei rapporti politici e sociali anche uno specifico rapporto tra la cultura scritta e la sua fruizione: dal monastero al convento, dalla scuola cattedrale all’università, la corte e le città; figure cariche di rinnovate designazioni antropologiche e – sul piano materiale – denotative di quei nuovi attori che orientano e governano la trasmissione dei testi.
Alla fine del secolo XII e lungo tutto il Duecento, il lento spegnersi dell’egemonia monastica e il sopraggiungere di altre culture – conventuale, universitaria, laica e professionale –, insieme alla piena affermazione delle letterature volgari, si riverberano in una nuova “biblioteca”: nuove reti testuali e una complessiva mutazione della “memoria discorsiva” prodotta dalla trasmissione dei testi.
“Gli anni della tradizione” segnano, dunque, quella fase storica lungo la quale il testo materialmente inteso (il libro classico, storiografico, giuridico, filosofico, teologico e letterario), fra le mani dei lettori e nelle singole biblioteche – memoriali e istituzionali –, rispecchia e riproduce la tensione fra i saperi, o i generi letterari, e il loro ordinamento in corpora culturali.

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I libri che hanno fatto l’Europa. Manoscritti latini e romanzi da Carlo Magno all’invenzione della stampa, Roma, Bardi Edizioni, 2016 (Storia dell’Accademia dei Lincei – Studi, 5).

ISBN 978-88-218-1134-0, 386 pp + 180 tavole a colori fuori testo, 60,00 euro

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L’Europa deve ancora interrogarsi in maniera profonda sulla propria identità culturale, tanto più in un periodo di grandi contraddizioni, caratterizzato dalla crisi economica, dall’instabilità politica, guerre e flussi migratori. Visioni isolazionistiche dell’Europa si scontrano con altre più ampie e aperte. La complessità della cultura europea, la sua natura aperta e non univoca, si riflette nella straordinaria pluralità di culture e di libri nei quali è stata trasmessa. Scopo della Mostra è rappresentare materialmente, attraverso alcune opere fondamentali e l’evoluzione della forma-libro, dalla riforma carolingia alla rivoluzione gutenberghiana, il comune percorso storico-culturale che ha portato dalla cultura e letteratura classico-cristiana e mediolatina a quella romanza e moderna e quindi alla cultura europea occidentale. Nella mostra, curata da Roberto Antonelli, Michela Cecconi e Lorenzo Mainini, sono presentati 180 manoscritti e stampe, in gran parte della Biblioteca Corsiniana dell’Accademia dei Lincei e in parte in prestito da altre grandi Biblioteche pubbliche romane (Angelica, Casanatense, Nazionale, Vallicelliana), oltre che dalla collezione della Biblioteca Apostolica Vaticana. Accanto ai manoscritti latini e romanzi, sono esposti anche manoscritti greci, arabi ed ebraici, per illustrare le grandi tradizioni che hanno contribuito a formare la cultura europea. Organizzata dall’Accademia Nazionale dei Lincei e dal Dipartimento di Studi europei, americani e interculturali di “Sapienza” Università di Roma in connessione col XXVIII Congresso internazionale di Linguistica e Filologia romanza, sarà aperta presso la Biblioteca Corsiniana fino al 23 luglio 2016, la mostra offre l’occasione di far conoscere il patrimonio culturale delle biblioteche di Roma ai giovani e al più ampio pubblico, attraverso i libri che nei secoli, “hanno fatto” gli Europei.

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