{"id":29525,"date":"2024-12-17T18:46:08","date_gmt":"2024-12-17T16:46:08","guid":{"rendered":"https:\/\/sifr.it\/sifr_new\/?page_id=29525"},"modified":"2026-07-02T12:18:19","modified_gmt":"2026-07-02T10:18:19","slug":"archivio-tesi-discusse","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/sifr.it\/sifr_new\/dottorato\/archivio-tesi-discusse\/","title":{"rendered":"Archivio tesi"},"content":{"rendered":"<div class=\"wpb-content-wrapper\">\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Matteo Anzani<\/h3>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\">La <em>Historia Troyana Polim\u00e9trica<\/em>: edizione critica, studio e glossario<\/h3>\n\n\n<p>[vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1608361894565-537867f8-eda3&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Matteo Anzani<\/p>\n<p><strong>E-Mail:<\/strong> <a href=\"mailto:matteo.anzani@student.unisi.it\">matteo.anzani@student.unisi.it<\/a>&nbsp; &nbsp;<a href=\"mailto:m.anzani@outlook.its.it\"> m.anzani@outlook.its.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong> <em>Filologia e critica<\/em><\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> XXXIII<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> Universit\u00e0 degli Studi di Siena \u2013 Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne; Universidade de Santiago de Compostela \u2013 Departamento de Filolox\u00eda Galega (GI1350 \u00c1rea de Filolox\u00eda Rom\u00e1nica) [in cotutela]<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:<\/strong> La <em>Historia Troyana Polim\u00e9trica<\/em>: edizione critica, studio e glossario<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof. Roberto Tagliani, Universit\u00e0 degli Studi di Milano, Dipartimento di Studi Letterari, Filologici e Linguistici<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del co-Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof.ssa Pilar Lorenzo Grad\u00edn,&nbsp; Universidade de Santiago de Compostela, Departamento de Filolox\u00eda Galega (GI1350 \u00c1rea de Filolox\u00eda Rom\u00e1nica)<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> primavera 2022[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1608361894583-81365d56-108b&#8221;][vc_column_text]Il progetto vuole proporre un preciso e rigoroso studio del prosimetro medievale noto come <em>Historia Troyana Polim\u00e9trica<\/em>, traduzione castigliana parziale del <em>Roman de Troie<\/em> di Beno\u00eet de Sainte-Maure. Con una nuova ricognizione e descrizione dei testimoni relatori, ci si propone anzitutto di verificare la correttezza della lezione testuale tramandata e delineare una ricostruzione pi\u00f9 completa delle filiazioni. La particolare configurazione di questo testo che intelligentemente mescola ampie sezioni in prosa con interessanti e polimetrici inserti poetici \u00e8 oggetto poi di un\u2019approfondita analisi condotta secondo un\u2019ottica comparativa panromanza. Si cercher\u00e0 di far luce sull\u2019annoso problema della datazione, sfruttando, in assenza di dati testuali incontrovertibili, i contributi critici di natura non solo filologica, ma anche storica e storico-letteraria. Oltre al testo critico, si propone infine una traduzione integrale del testo iberico e un glossario conclusivo dedicato alle etimologie pi\u00f9 interessanti.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs]<\/p>\n\n\n\n<p>[vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Giulia Barison<\/h3>\n<h3>Studio della tradizione della <em>Fiorita<\/em> di Armannino giudice da Bologna<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1651067042276-855f21da-6577&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Giulia Barison<\/p>\n<p><strong>E-Mail:&nbsp;<\/strong><a href=\"mailto:giulia.barison@student.unisi.it\">giulia.barison@student.unisi.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:&nbsp;<\/strong>Critica e Filologia \/ Filologia Romanza<\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> XXXIV<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> Universit\u00e0 degli Studi di Siena, DFCLAM<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:&nbsp;<\/strong>Studio della tradizione della <em>Fiorita<\/em> di Armannino giudice da Bologna<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Fabrizio Cigni, Universit\u00e0 di Pisa, Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del co-Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof.ssa Pilar Lorenzo Grad\u00edn,&nbsp; Universidade de Santiago de Compostela, Departamento de Filolox\u00eda Galega (GI1350 \u00c1rea de Filolox\u00eda Rom\u00e1nica)<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> 2022[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1651067042354-01316a9e-c904&#8243;][vc_column_text]Armannino, notaio e giudice bolognese vissuto all\u2019incirca tra il 1265 e il 1335, \u00e8 l\u2019autore della <em>Fiorita<\/em>, compilazione storico-mitologica redatta tra il 1325 e il 1335. L\u2019opera narra della storia dell\u2019umanit\u00e0 dalla Genesi a Cesare e si suddivide in 33 <em>conti<\/em> anticipati da un proemio e da una dedica a Bosone da Gubbio. L\u2019autore si avvale del tradizionale repertorio di fonti utilizzato in opere facenti capo a questo genere, introducendo elementi di propria invenzione e citando a vario titolo la <em>Commedia<\/em> di Dante Alighieri, aggiudicandosi cos\u00ec un ruolo di rilievo come testimone della prima fortuna dantesca. La tradizione della <em>Fiorita<\/em> \u00e8 complessa: si conoscono diverse redazioni dell\u2019opera, contraddistinte da differenze lessicali e strutturali. Gli studi filologici pi\u00f9 recenti (SCARPA 1986) confermano le ipotesi avanzate dalla critica ottocentesca (PARODI 1887; 1889 e GORRA 1887), ovvero la divisione dei 25 testimoni che costituiscono la tradizione diretta in quattro gruppi: il gruppo A corrisponderebbe alla redazione pi\u00f9 vicina all\u2019originale, il gruppo B a una redazione comico-giocosa, il gruppo D (di cui in questo contributo si segnala un nuovo testimone: Ar) a una redazione interpolata con <em>La Guerra di Troia<\/em> e la <em>Cronica<\/em> di Giovanni Villani. N\u00e9 Gorra, n\u00e9 Parodi, n\u00e9 Scarpa giustificano il gruppo C: per questo motivo la presente tesi si propone lo studio di questo ramo della tradizione. \u00c8 stata attuata una collazione sul proemio e su dieci <em>conti<\/em> dei testimoni dei gruppi A e C, i cui risultati confermano l\u2019esistenza dei due gruppi, oltre a fornire qualche indizio in pi\u00f9 rispetto ai legami genetici fra i testimoni. La tesi \u00e8 corredata anche di una sezione storica, in cui si offrono notizie sul contesto storico-culturale in cui \u00e8 nato e vissuto Armannino, sulla sua biografia, sul genere della <em>Fiorita<\/em>, sul suo rapporto con la <em>Fiorita<\/em> di Guido da Pisa, la cui tradizione \u00e8 parzialmente legata a quella dell\u2019opera di Armannino, e su quello con la <em>Commedia<\/em>. Si offre inoltre uno schema sulla struttura interna di tutti i testimoni, nella speranza che possa costituire uno strumento utile per ulteriori analisi sulla tradizione dell\u2019opera. Infine, costituendo la <em>Fiorita<\/em> un prosimetro, si propone un\u2019analisi delle sezioni in versi.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Susanna Barsotti<\/h3>\n<h3>\u2018<em>Farai un vers\u2026<\/em>\u2019. L\u2019<em>ars poetica<\/em> dei trovatori<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1616084874708-cf03103c-53ef&#8221;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Susanna Barsotti<\/p>\n<p><strong>E-Mail:<\/strong> <a href=\"mailto:susanna.barsotti@sns.it\">susanna.barsotti@sns.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong> <em>Letteratura, arte e storia dell&#8217;Europa medioevale e moderna<\/em><\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> XXXIV<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> Scuola Normale Superiore &#8211; Letteratura, Arte e Storia dell\u2019Europa Medioevale e Moderna<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:<\/strong> <em>\u2018Farai un vers\u2026\u2019<\/em>. L\u2019<em>ars poetica<\/em> dei trovatori<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof. Corrado Bologna, Scuola Normale Superiore, Classe di lettere e filosofia<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> 2021-2022[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1616084874840-a0e4377b-6744&#8243;][vc_column_text]Il lavoro ha come oggetto di indagine le questioni stilistiche nella lirica trobadorica, con le rispettive basi teoriche e ideologiche. Il titolo (\u2018<em>Farai un vers\u2026<\/em>\u2019) evoca una delle pi\u00f9 frequenti formule dell\u2019esordio trobadorico, luogo cruciale in cui tendono a concentrarsi le dichiarazioni di poetica e dove il trovatore chiarisce le coordinate estetiche del suo \u2018fare\u2019, ponendosi in rapporto di continuit\u00e0\/agonismo nei confronti degli altri poeti. Lo stile e le rivendicazioni di originalit\u00e0 sono tra i marchi distintivi dell\u2019intera produzione, continuamente impegnata non tanto nella designazione-giustificazione dei sentimenti che veicola, quanto nella descrizione (e personalizzazione) dei propri espedienti linguistici e formali. I verbi <em>faire<\/em> e <em>trobar<\/em>, insieme ai sostantivi <em>so(n)<\/em>, <em>motz<\/em>, <em>vers<\/em> (oppure, chiamando in causa direttamente lo specifico genere, il <em>sirventes<\/em>, la <em>chansoneta<\/em>, e via dicendo) vengono definiti da un\u2019ampia gamma di aggettivi che va dai canonici \u2018<em>clus<\/em>\u2019 e \u2018<em>leu<\/em>\u2019 a connotazioni assai pi\u00f9 sfaccettate e colorite che verranno prese in esame nell\u2019indagine. Alcuni temi-chiave, derivati da un confronto con l\u2019<em>Ars<\/em> <em>poetica<\/em> di Orazio (testo di ampia ricezione nel XII secolo di area francese e oggetto di un numero consistente di <em>lecturae<\/em>) \u2013 come il tema <em>obscuritas<\/em> o della <em>levitas<\/em>, quello del peso della materia trattabile e della commisurazione delle competenze (\u00ab<em>Sumite materiam<\/em>\u00bb), il tema dell\u2019<em>integritas<\/em> e del \u00ab<em>recte sapere<\/em>\u00bb \u2013 consentono di individuare e comprendere con maggiore profondit\u00e0 le ragioni di alcune scelte stilistiche (tra tutte, ad esempio, quella oltranzistica di Guglielmo IX) e lessicali (ad esempio, tra i tanti, gli aggettivi \u2018<em>fraich<\/em>\u2019 e \u2018<em>entiers<\/em>\u2019, ma anche tutti i lemmi connessi al \u2018peso della materia\u2019, come \u2018<em>leu<\/em>\u2019, \u2018<em>greu<\/em>\u2019 e il verbo \u2018<em>cargar<\/em>\u2019). All\u2019interno del quadro, il modello Orazio \u2013 la cui opera incarna a tutti gli effetti, secondo Claudia Villa, \u00abil breviario di estetica sul quale si \u00e8 misurata tutta la cultura medioevale\u00bb (cfr. C. Villa, <em>\u00abHoratius, presertim in odis\u00bb: appunti per un colloquio inevitabile<\/em>, in<em> Motivi e forme delle <\/em>Familiari<em> di Francesco Petrarca<\/em>, Milano 2003 (Quaderni di Acme, 57), pp. 175-187, p. 185) \u2013 agisce non tanto come fonte a cui attingere in maniera esplicita, ma come modello di teoria poetica ampiamente assimilato e dunque responsabile di un senso generale di consapevolezza retorica e formale. La tesi si articoler\u00e0 pertanto per nuclei tematici di impronta \u2018oraziana\u2019; i testi del <em>corpus<\/em>, selezionati per campioni rappresentativi che tengano conto di ogni \u2018generazione\u2019 di poeti, vengono inseriti all\u2019interno di linee di indagine trasversali, in grado di instaurare un dialogo con la letteratura precedente (e coeva) mediolatina e i successivi sviluppi di area italiana.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Caterina Bellenzier<\/h3>\n<h3><em>Bible anglo-normande<\/em> e <em>Bible de Jean de Sy<\/em>: volgarizzamenti biblici a confronto. Edizione e studio del libro del <em>Deuteronomio<\/em><\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1651067220957-cf49e58b-994a&#8221;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Caterina Bellenzier<\/p>\n<p><strong>E-Mail:<\/strong> <a href=\"mailto:caterin.bellenzier@student.unisi.it\">caterin.bellenzier@student.unisi.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong> Filologia e critica<\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> XXXVI<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Universit\u00e0 degli Studi di Siena \u2013 Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne; Sorbonne Universit\u00e9 \u2013 ED Mondes antiques et m\u00e9di\u00e9vaux (in cotutela)<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:<\/strong> <em>Bible anglo-normande<\/em> e<em> Bible de Jean de Sy<\/em>: volgarizzamenti biblici a confronto. Edizione e studio del libro del <em>Deuteronomio<\/em><\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>prof. Claudio Lagomarsini, Universit\u00e0 degli Studi di Siena \u2013 Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne; Co-tutor: Sylvie Lef\u00e8vre, Sorbonne Universit\u00e9 \u2013 UFR Litt\u00e9rature fran\u00e7aise et compar\u00e9e<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> 2024[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1651067221126-42068100-1204&#8243;][vc_column_text]La <em>Bible anglo-normande <\/em>e la <em>Bible de Jean de Sy<\/em> sono due volgarizzamenti biblici antico-francesi del XIV secolo di considerevole interesse, ma tuttora scarsamente indagati. Il progetto di ricerca ha per obiettivo la produzione di un\u2019edizione critica del libro del <em>Deuteronomio<\/em> della <em>Bible anglo-normande <\/em>e lo studio della corrispondente sezione nella <em>Bible de Jean de Sy<\/em> in prospettiva comparativa, per chiarire la relazione tra le due opere.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Stefano Benenati<\/h3>\n<h3>Il <em>Roman d\u2019Alexandre<\/em> in prosa. Storia della tradizione e edizione critica<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1681715729507-55087316-6918&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Stefano Benenati<\/p>\n<p><strong>E-Mail:<\/strong> <a href=\"mailto:stefano.benenati@sns.it\">stefano.benenati@sns.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> XXXV<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento: <\/strong>Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Lettere e Filosofia<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:<\/strong> Il <em>Roman d\u2019Alexandre <\/em>in prosa. Storia della tradizione e edizione critica<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento: <\/strong>prof. Lino Leonardi, Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Lettere e Filosofia<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome di eventuali co-Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento<\/strong>: prof. Catherine GaullierBougassas, Universit\u00e9 de Lille, laboratoire ALITHILA<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> 2024[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1681715729689-15954edc-e214&#8243;][vc_column_text]Il progetto consiste nell\u2019edizione critica del <em>Roman d\u2019Alexandre en prose<\/em>, volgarizzamento tardo duecentesco dell\u2019opera mediolatina <em>Historia de preliis Alexandri Magni<\/em> (versione <em>I<sup>2<\/sup> \u2013 Orosius-Rezension<\/em>). L\u2019edizione critica sar\u00e0 allestita secondo tutto il testimoniale e sar\u00e0 corredata da uno studio comparativo della tradizione del testo-fonte latino, di un apparato delle varianti, di un commento filologico e letterario puntuale, dell\u2019analisi linguistica del manoscritto di superficie prescelto e di un glossario.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Marianoemi Bova<\/h3>\n<h3>Edizione critica delle liriche di Conon de B\u00e9thune<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1608362639396-69b954f8-7259&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando: <\/strong>Marianoemi Bova<\/p>\n<p><strong>E-Mail: <\/strong><a href=\"mailto:marianoemi.bova@unina.it\">marianoemi.bova@unina.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato: <\/strong><em>Filologia<\/em><\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> XXXIII<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento: <\/strong>Universit\u00e0 degli Studi di Napoli Federico II &#8211; Dipartimento di Studi Umanistici<\/p>\n<p><strong>Titolo della tesi: <\/strong>Edizione critica delle liriche di Conon de B\u00e9thune<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento: <\/strong>prof. Paolo Di Luca, Universit\u00e0 degli Studi di Napoli Federico II &#8211; Dipartimento di Studi Umanistici<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> giugno 2021[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1608362639421-e39630d9-9bfa&#8221;][vc_column_text]Obiettivo della ricerca \u00e8 l\u2019allestimento di una nuova edizione critica del <em>corpus<\/em> lirico del troviero Conon de B\u00e9thune, ove particolare attenzione sar\u00e0 dedicata all\u2019analisi della fitta trama di rapporti intertestuali intessuta con personaggi di spicco del panorama lirico del tempo, in particolare con i trovatori Bertran de Born e Raimbaut de Vaqueiras.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Rosa Bove<\/h3>\n<h3>Il <em>Sendebar<\/em> castigliano: tra discorso esemplare e tradizione orientale<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1616084671066-00151c74-a3e3&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando: <\/strong>Rosa Bove<\/p>\n<p><strong>E-Mail: <\/strong><a href=\"mailto:r.bove@studenti.unior.it\">r.bove@studenti.unior.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato: <\/strong><em>Studi letterari, linguistici e comparati<\/em><\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato: <\/strong>XXXVI<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Universit\u00e0 di Napoli &#8220;L&#8217;Orientale&#8221; &#8211; Dipartimento di Studi letterari, linguistici e comparati<\/p>\n<p><strong>Titolo della tesi: <\/strong>Il <em>Sendebar<\/em> castigliano: tra discorso esemplare e tradizione orientale<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof. Salvatore Luongo, Universit\u00e0 di Napoli &#8220;L&#8217;Orientale&#8221; &#8211; Dipartimento di Studi Letterari, Linguistici e Comparati<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> 2023[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1616084671140-aef9f72f-90e5&#8243;][vc_column_text]Assieme alle traduzioni del <em>Calila e Dimna<\/em>, del <em>Barlaam e Josaphat<\/em> e di altre opere di matrice orientale il <em>Sendebar<\/em> o<em> Libro de los enga\u00f1os y asayamientos de la mugeres enga\u00f1os<\/em>, la cui traduzione dall\u2019originale arabo, andato perduto, fu commissionata nel 1253 dall\u2019Infante don Fadrique, fratello minore del re Alfonso X el Sabio, rappresenta una delle testimonianze pi\u00f9 significative del dialogo, in ambito propriamente letterario, tra la cultura araba diffusa in Al-Andalus e il mondo cristiano iberoromanzo. Attraverso il meccanismo della trama-cornice, il <em>Libro<\/em> si propone uno scopo principalmente esemplare e didattico: gli ammonimenti e gli insegnamenti che i diversi racconti tramandano sono, com\u2019\u00e8 comprensibile, ispirati alla saggezza filosofica del mondo orientale, senza per\u00f2 contrapporsi n\u00e9 contravvenire in modo eclatante al sistema di pensiero propugnato nella Spagna della <em>Reconquista<\/em>, tant\u2019\u00e8 che le tematiche contenutevi vennero adottate e sfruttate per dare voce alle necessit\u00e0 e alle aspirazioni dell\u2019aristocrazia e alla prerogative regali. Tra queste il sapere, la saggezza e la misoginia occupano sicuramente un ruolo centrale. Il progetto di ricerca si propone di indagare le differenti cornici narrative delle versioni pervenuteci delle due diverse tradizioni, orientale e occidentale, dell\u2019opera e di sottoporre ad indagine filologico (errori di traduzione dall\u2019arabo e di trasmissione)-letteraria-culturale i 23 racconti incorniciati, al fine di: a) chiarire il rapporto, talora problematico, che essi stabiliscono con la cornice, b) analizzare costanti e varianti dei racconti comuni al <em>Sendebar<\/em> e al ramo occidentale della tradizione, rappresentato dalle varie versioni del <em>Libro dei sette savi di Roma<\/em>, c) illustrare il dialogo che essi intrattengono con testi esemplari paralleli, che presentano temi e motivi affini, d) studiare la diffusione e la fortuna, coeva e futura, dei materiali narrativi tramandati dal <em>Sendebar<\/em>, evidenziandone i processi di riscrittura e di risematizzazione. Particolare attenzione sar\u00e0 dedicata ai <em>cuentos<\/em> narrati dalla matrigna del principe, incarnazione nella cornice dell\u2019astuzia femminile, alla luce delle recenti soluzioni di alcuni fraintendimenti di traduzione o di corruzioni verificatesi nella trasmissione del testo. Lo studio ad ampio spettro della cornice narrativa e dei racconti in essa inglobati mira ad una pi\u00f9 compiuta comprensione del <em>Sendebar<\/em> e delle funzioni che esso, nella Spagna del Duecento, \u00e8 chiamato ad assolvere, in particolare in ordine a: 1) coerenza tra storia portante e racconti inseriti, non sempre riconosciuta dalla critica esercitatasi sul testo, 2) dialogo intertestuale e\/o interdiscorsivo con materiali narrativi immediatamente affini (ramo occidentale) o con testi esemplari paralleli, accomunati da temi o motivi narrativi analoghi, 3) modalit\u00e0 di riuso (procedimenti di riscrittura, risemantizzazioni, inserimento in contesti testuali diversi) dei materiali narrativi trasmessi all\u2019Occidente dal <em>Sendebar<\/em>, 4) rapporto tra sapere positivo (quello dei sapienti e del principe) e sapere negativo (quello della matrigna), 5) funzione della misoginia, che sembra configurarsi come strumento conoscitivo e formativo non solo e non tanto sugli inganni femminili (\u00e8 sostanzialmente assente la prospettiva religiosa, la condanna dell\u2019amore terreno, istigato dalla donna), quanto piuttosto sui pericoli e gli inganni del mondo, 6) relazione tra sapere e potere, tra conoscenza appresa dai libri ed esperienza empirica, tra verit\u00e0 e giustizia, concetti fondamentali in un apprendistato sapienziale volto alla formazione del sovrano perfetto.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Antonietta Cacciapuoti<\/h3>\n<h3><em>Per un\u2019edizione critica della redazione corta in prosa delle \u201cLeys d\u2019Amors\u201d<\/em><\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1651067402152-f222485b-1653&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando: <\/strong>Antonietta Cacciapuoti<\/p>\n<p><strong>E-Mail:&nbsp;<\/strong><a href=\"mailto:a.cacciapuoti@student.unisi.it\">a.cacciapuoti@student.unisi.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:&nbsp;<\/strong>Filologia e critica<\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato: <\/strong>XXXVII<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Universit\u00e0 di Siena, Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature antiche e moderne<\/p>\n<p><strong>Titolo della tesi: <\/strong>Per un\u2019edizione critica della redazione corta in prosa delle \u201cLeys d\u2019Amors\u201d<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong>&nbsp;Simone Marcenaro, Universit\u00e0 del Molise, Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> 2024[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1651067402266-ece0503d-851b&#8221;][vc_column_text]Il progetto prevede l\u2019edizione critica e lo studio della redazione corta in prosa delle <em>Leys d\u2019Amors<\/em>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Chiara Cappelli<\/h3>\n<h3>Edizione critica del <em>Roman de Philomena<\/em><\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1616084670690-9e562ab2-d94a&#8221;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando: <\/strong>Chiara Cappelli<\/p>\n<p><strong>E-Mail:<\/strong> <a href=\"mailto:chiara.capp@live.it\">chiara.capp@live.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato: <\/strong>Studi linguistici, filologici e letterari<\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato: <\/strong>XXXV<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> Universit\u00e0 di Padova, Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:<\/strong> Edizione critica del <em>Roman de Philomena<\/em><\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof. Giovanni Borriero, Universit\u00e0 di Padova &#8211; Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione: <\/strong>dicembre 2022[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1616084670771-7fc76573-e1f7&#8243;][vc_column_text]Il lavoro ha come oggetto di indagine le questioni stilistiche nella lirica trobadorica, con le rispettive basi teoriche e ideologiche. Il titolo (\u2018Farai un vers\u2026\u2019) evoca una delle pi\u00f9 frequenti formule dell\u2019esordio trobadorico, luogo cruciale in cui tendono a concentrarsi le dichiarazioni di poetica e dove il trovatore chiarisce le coordinate estetiche del suo \u2018fare\u2019, ponendosi in rapporto di continuit\u00e0\/agonismo nei confronti degli altri poeti. Lo stile e le rivendicazioni di originalit\u00e0 sono tra i marchi distintivi dell\u2019intera produzione, continuamente impegnata non tanto nella designazione-giustificazione dei sentimenti che veicola, quanto nella descrizione (e personalizzazione) dei propri espedienti linguistici e formali. I verbi faire e trobar, insieme ai sostantivi so(n), motz, vers (oppure, chiamando in causa direttamente lo specifico genere, il sirventes, la chansoneta, e via dicendo) vengono definiti da un\u2019ampia gamma di aggettivi che va dai canonici \u2018clus\u2019 e \u2018leu\u2019 a connotazioni assai pi\u00f9 sfaccettate e colorite che verranno prese in esame nell\u2019indagine. Alcuni temi-chiave, derivati da un confronto con l\u2019Ars poetica di Orazio (testo di ampia ricezione nel XII secolo di area francese e oggetto di un numero consistente di lecturae) \u2013 come il tema obscuritas o della levitas, quello del peso della materia trattabile e della commisurazione delle competenze (\u00abSumite materiam\u00bb), il tema dell\u2019integritas e del \u00abrecte sapere\u00bb \u2013 consentono di individuare e comprendere con maggiore profondit\u00e0 le ragioni di alcune scelte stilistiche (tra tutte, ad esempio, quella oltranzistica di Guglielmo IX) e lessicali (ad esempio, tra i tanti, gli aggettivi \u2018fraich\u2019 e \u2018entiers\u2019, ma anche tutti i lemmi connessi al \u2018peso della materia\u2019, come \u2018leu\u2019, \u2018greu\u2019 e il verbo \u2018cargar\u2019). All\u2019interno del quadro, il modello Orazio \u2013 la cui opera incarna a tutti gli effetti, secondo Claudia Villa, \u00abil breviario di estetica sul quale si \u00e8 misurata tutta la cultura medioevale\u00bb (cfr. C. VILLA, \u00abHoratius, presertim in odis\u00bb: appunti per un colloquio inevitabile, in Motivi e forme delle Familiari di Francesco Petrarca, Milano 2003 (Quaderni di Acme, 57), pp. 175-187, p. 185) \u2013 agisce non tanto come fonte a cui attingere in maniera esplicita, ma come modello di teoria poetica ampiamente assimilato e dunque responsabile di un senso generale di consapevolezza retorica e formale. La tesi si articoler\u00e0 pertanto per nuclei tematici di impronta \u2018oraziana\u2019; i testi del corpus, selezionati per campioni rappresentativi che tengano conto di ogni \u2018generazione\u2019 di poeti, vengono inseriti all\u2019interno di linee di indagine trasversali, in grado di instaurare un dialogo con la letteratura precedente (e coeva) mediolatina e i successivi sviluppi di area italiana.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Matteo Cazzato<\/h3>\n<h3>Un caso di dantismo quattrocentesco, Boiardo fra intertestualit\u00e0 e ricezione<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1654502989482-79e56f7e-c171&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando: <\/strong>Matteo Cazzato<\/p>\n<p><strong>E-Mail:&nbsp;<\/strong><a href=\"mailto:matteo.cazzato@unitn.it\">matteo.cazzato@unitn.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato: <\/strong>Forme dello scambio culturale<\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato: <\/strong>XXXVI<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> Universit\u00e0 degli studi di Trento &#8211; Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:<\/strong> Un caso di dantismo quattrocentesco, Boiardo fra intertestualit\u00e0 e ricezione<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Roberta Capelli, Universit\u00e0 degli studi di Trento, Facolt\u00e0 di Lettere e Filosofia<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione: <\/strong>marzo 2024[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1654502989581-16b0e308-d1db&#8221;][vc_column_text][\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Matteo Cesena<\/h3>\n<h3>Il lessico delle istituzioni pubbliche nelle cronache cittadine veneziane (fine XIII &#8211; fine XIV secolo)<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1651067589907-a328d5a1-0152&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando: <\/strong>Matteo Cesena<\/p>\n<p><strong>E-Mail:<\/strong> <a href=\"mailto:m.cesena@student.unisi.it\">m.cesena@student.unisi.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:&nbsp;<\/strong>Filologia e Critica &#8211; curriculum Filologia Romanza (Lessicografia web-based)<\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato: <\/strong>XXXVI<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Universit\u00e0 di Siena &#8211; DFCLAM<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:&nbsp;<\/strong>Il lessico delle istituzioni pubbliche nelle cronache cittadine veneziane (fine XIII &#8211; fine XIV secolo)<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>prof. Roberto Tagliani, Universit\u00e0 degli Studi di Milano, Dipartimenti di studi letterari, filologici e linguistici<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome di eventuali co-Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong>&nbsp;prof. Lorenzo Tomasin, Universit\u00e9 de Lausanne, Section d&#8217;Italien.<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione: <\/strong>2024[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1651067590030-f3cbdbbc-e9c6&#8243;][vc_column_text]Il progetto verte sullo studio della cronache cittadine di Venezia redatte tra la fine del XIII secolo e la fine del XIV secolo in volgare veneziano, in lingua latina e in francese antico. L&#8217;obiettivo \u00e8 di approfondire, oltre alla tradizione manoscritta, le modalit\u00e0 di produzione e di trasmissione di queste opere, cos\u00ec da provvedere ad un solido impianto filologico che stia alla base dell&#8217;analisi sincronica e diacronica del lessico delle istituzioni pubbliche di Venezia in un&#8217;epoca di assestamento istituzionale e territoriale per la Serenissima. Il focus principale del progetto \u00e8 dedicato alla <em>Chronica Brevis<\/em> di Andrea Dandolo, ai suoi volgarizzamenti in veneziano antico e ai conseguenti rifacimenti (come la <em>Cronica de Venexia<\/em> dello Pseudo-Enrico Dandolo), tenendo, per\u00f2, sempre in considerazione altre opere fondamentali di quel periodo, quali <em>Les estoires de Venise<\/em> di Martino Da Canal e le cronache di Raffaino Caresini e di Benintendi de&#8217; Ravegnani.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Maria Serena Cutruzzol\u00e0<\/h3>\n<h3>Giraut de Borneil. Saggio di edizione critica<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1616094695043-14db4265-b0ed&#8221;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando: <\/strong>Maria Serena Cutruzzol\u00e0<\/p>\n<p><strong>E-Mail: <\/strong><a href=\"mailto:serena.cutruzzol@gmail.com\">serena.cutruzzol@gmail.com<\/a>&nbsp; &nbsp;&nbsp;<a href=\"mailto:maria.cutruzzola@student.unisi.it\">maria.cutruzzola@student.unisi.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato: <\/strong><em>Filologia e critica<\/em><\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> XXXIV<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento: <\/strong>Universit\u00e0 di Siena \u2013 Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi: <\/strong>Giraut de Borneil. Saggio di edizione critica<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento: <\/strong>prof. Stefano Asperti, Sapienza Universit\u00e0 di Roma \u2013 Dipartimento di Lettere e Culture Moderne<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome di eventuali co-Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof.ssa Caterina Menichetti, Universit\u00e9 de Lausanne &#8211; Facult\u00e9 des lettres, Section de fran\u00e7ais<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione: <\/strong>febbraio 2022[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1616094695144-9c21ccd9-edbc&#8221;][vc_column_text]Il progetto di ricerca mira a fornire una nuova edizione critica della produzione poetica di Giraut de Borneil.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Massimo Dal Bianco<\/h3>\n<h3>Per un\u2019edizione della <em>Suite Guiron<\/em>: studio ed edizione critica parziale del ms. Arsenal 332<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1616095133456-9426f363-2221&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Massimo Dal Bianco<\/p>\n<p><strong>E-Mail: <\/strong><a href=\"mailto:massimo.dalbianco@yahoo.it\">massimo.dalbianco@yahoo.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong> <em>Filologia e critica<\/em><\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato: <\/strong>XXXIII<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento: <\/strong>Universit\u00e0 degli Studi di Siena &#8211; Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:<\/strong> Per un\u2019edizione della <em>Suite Guiron<\/em>: studio ed edizione critica parziale del ms. Arsenal 3325<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento: <\/strong>prof. Lino Leonardi, Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Lettere e Filosofia<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome di eventuali co-Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof. Fabio Zinelli, \u00c9cole Pratique des Hautes \u00e9tudes, Paris, Section des Sciences Historiques et Philologiques<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> maggio 2021[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1616095133540-d46bba6a-6bb8&#8243;][vc_column_text]Nell\u2019ambito delle ricerche del Gruppo Guiron sui romanzi del ciclo guironiano, si propone l\u2019edizione critica della seconda parte della <em>Suite Guiron<\/em>, rimasta finora inedita, e della sua continuazione, il cui unico testimone \u00e8 il ms. BnF n.a.f. 5243, corredate dall\u2019analisi linguistica dei vari testimoni e da quella dei rapporti con il resto del ciclo e con i grandi cicli in prosa precedenti.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Roberta Decolle<\/h3>\n<h3><em>Rut<\/em>, <em>Giuditta<\/em> ed <em>Ester<\/em> nelle versioni in volgare italiano: una proposta di edizione critica<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1651067759466-9b8a3c83-47e9&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Roberta Decolle<\/p>\n<p><strong>E-Mail: <\/strong><a href=\"mailto:roberta.decolle@student.unisi.it\">roberta.decolle@student.unisi.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong> Filologia e critica<\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato: <\/strong>XXXVII<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Universit\u00e0 di Siena \u2013 Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:&nbsp;<\/strong><em>Rut<\/em>, <em>Giuditta<\/em> ed <em>Ester<\/em> nelle versioni in volgare italiano: una proposta di edizione critica<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Claudio Lagomarsini, Universit\u00e0 di Siena \u2013 Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome di eventuali co-Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> Caterina Menichetti, Universit\u00e9 de Lausanne \u2013 Facult\u00e9 des Lettres<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> 2024-2025[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1651067759592-ac329477-d376&#8243;][vc_column_text]Il progetto mira all\u2019allestimento di un\u2019edizione critica dei libri di <em>Rut<\/em>, <em>Giuditta<\/em> ed <em>Ester<\/em> in volgare italiano. Tenendo conto delle tre macro-questioni finora sollevate (e a tutt\u2019oggi pressoch\u00e9 insolute) sulla tradizione dei volgarizzamenti biblici italiani \u2013 ossia, la data di composizione dei testi, la loro forma originaria di circolazione e i contesti di produzione \u2013, ci si propone di indagare pi\u00f9 da vicino la tradizione dell\u2019Antico Testamento. Particolarmente significative a questo proposito, e riassuntive di una buona fetta di tradizione, le tre biografie sopra richiamate; le quali, forse in virt\u00f9 della loro esemplarit\u00e0 agiografica, sembrano aver goduto di particolare fortuna presso il grande pubblico, incontrando una significativa diffusione nei manoscritti. Il successo \u00e8 dimostrato dall\u2019esistenza, oltre che di manoscritti appartenenti alla pi\u00f9 comune tradizione \u201corganica\u201d, e quindi pensati per accogliere l\u2019intera Bibbia, anche di codici afferenti alla tradizione \u201csparsa\u201d (almeno per <em>Giuditta <\/em>ed <em>Ester<\/em>, traditi, da soli o assieme al libro di <em>Tobia<\/em>, da due codici miscellanei di contenuto religioso-morale). Vista la disponibilit\u00e0 di dati codicologici approfonditi e di recente acquisizione (cfr. <em>Le traduzioni italiane della Bibbia nel Medioevo: catalogo dei manoscritti (secoli 13.-15.)<\/em>, a cura di Lino Leonardi, Caterina Menichetti, Sara Natale, Firenze, Edizioni del Galluzzo per la Fondazione Ezio Franceschini, 2018), e degli stemmi gi\u00e0 disegnati da Anna Cornagliotti per <em>Giuditta<\/em> ed <em>Ester<\/em> (cfr. Anna Cornagliotti, <em>La situazione stemmatica delle traduzioni italiane veterotestamentarie<\/em>, in \u00abLa parola del testo\u00bb, I (1997), pp. 100-140), il presente lavoro si propone di tornare puntualmente sui manoscritti per verificare le vecchie proposte, estendendo parallelamente il controllo degli stemmi anche al libro di <em>Rut<\/em> (finora trascurato dagli studiosi). Al fine di pervenire a un\u2019analisi delle tradizioni testuali il pi\u00f9 possibile esaustiva, ci si propone inoltre di indagare \u2013 nei limiti concessi dalla vastit\u00e0 del patrimonio manoscritto latino e dalla limitatezza degli apparati attualmente a nostra disposizione nelle edizioni di riferimento della Vulgata \u2013 sui rapporti dei volgarizzamenti con i rispettivi modelli latini. Ci\u00f2 permetter\u00e0, sperabilmente, di distinguere tra errori eventualmente riconducibili al testo latino, errori da attribuire al traduttore ed errori introdotti dal copista: una ripartizione che dovrebbe essere funzionale \u2013 unitamente a uno studio dettagliato delle varianti \u2013 all\u2019individuazione dell\u2019<em>usus traducendi <\/em>del volgarizzatore (o, pi\u00f9 verosimilmente, <em>dei <\/em>volgarizzatori), e all\u2019identificazione del retroterra d\u2019origine dei testi.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Federica De Mita<\/h3>\n<h3>Manipolazione, riscrittura e falsificazione dei testi: il caso de <em>Le livre des cent nouvelles <\/em>di Laurent de Premierfait<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1651067964334-41aba2d7-25be&#8221;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Federica De Mita<\/p>\n<p><strong>E-Mail: <\/strong><a href=\"mailto:fdemita@unisa.it\">fdemita@unisa.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong> Studi letterari<\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong>XXXVII\/PON<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Universit\u00e0 degli Studi di Salerno, Dipsum (Dipartimento di studi umanistici)<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:&nbsp;<\/strong>Manipolazione, riscrittura e falsificazione dei testi: il caso de <em>Le livre des cent nouvelles <\/em>di Laurent de Premierfait<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Prof.ssa Sabrina Galano, Universit\u00e0 degli Studi di Salerno, Dipsum (Dipartimento di studi umanistici)<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> 2024[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1651067964469-d6941f77-7b32&#8243;][vc_column_text]Il progetto propone di studiare approfonditamente, attraverso una dettagliata analisi filologica e linguistica, la prima traduzione in medio-francese del <em>Decameron<\/em> di Giovanni Boccaccio operata dal traduttore francese Laurent de Premierfait, dal 1411 al 1414, sotto commissione del duca Jean de Berry, con il titolo <em>Le livre des cent nouvelles,<\/em> a cui ha fatto seguito una grande ricezione confermata da una tradizione manoscritta formata da 15 codici. Una traduzione che, dalla lingua di partenza alla lingua di arrivo, ha riscontrato notevoli rimaneggiamenti incrementati, in realt\u00e0, da una doppia traslazione a cui il testo \u00e8 stato sottoposto. Infatti, nella lettera dedicatoria al duca Jean de Berry che introduce l\u2019opera, Laurent de Premierfait confessa di non conoscere il fiorentino e di essersi avvalso dell\u2019aiuto del frate Antonio d\u2019Arezzo che, dapprima, ha elaborato una traduzione \u201cdi servizio\u201d in latino del <em>Decameron<\/em>, della quale Laurent si \u00e8 servito per compiere il suo lavoro. L\u2019opera \u00e8 stata edita da Giuseppe di Stefano nel 1998, un\u2019edizione basata principalmente sul ms Palatinus Latinus 1989, ritenuto il pi\u00f9 affidabile, che confronta con solo una parte dei codici pervenutici. La mia tesi non prevede una nuova edizione dell\u2019opera ma si concentrer\u00e0 principalmente sul concetto di manipolazione e falsificazione del testo in seguito all\u2019atto di traduzione, in quanto \u00e8 certo, perch\u00e9 gi\u00e0 rilevato da studi precedenti, che il <em>Decameron<\/em>, essendo stato interpretato da due autori e in due lingue diverse, ha subito alterazioni pi\u00f9 o meno significative. Il traduttore, difatti, \u201cnon si \u00e8 limitato solo a sciogliere i nodi di perifrasi italiane sintatticamente contorte o ad usare dittologie per rendere pi\u00f9 chiari lessemi e espressioni dialettali fiorentine; la sua operazione sottintende una manipolazione del testo attraverso veri e propri rifacimenti di interi periodi, con l\u2019introduzione di glosse chiarificatrici, piccole omissioni, con il ricorso al metalinguaggio, al calco linguistico e con l\u2019alterazione di alcuni intrecci narrativi\u201d (S. Galano). Partendo dagli studi gi\u00e0 condotti in precedenza mi pongo l\u2019obbiettivo di individuare, attraverso un\u2019analisi accurata e sistematica di tutte le novelle, quelle che pi\u00f9 delle altre si discostano dalla versione italiana del <em>Decameron<\/em>, rappresentata dal ms Hamilton 90, edito da Vittore Branca e che testimonia l\u2019ultima volont\u00e0 dell\u2019autore. Pertanto, in una prima fase, proceder\u00f2 al confronto tra la traduzione francese riportata dal ms Palatinus Latinus 1989 e quella italiana; successivamente, attraverso un meticoloso lavoro di <em>collatio<\/em> dei diversi codici che riportano la versione francese, appronter\u00f2 un articolato apparato che registrer\u00e0 tutte le varianti formali, che mi permetteranno di approfondire un\u2019indagine linguistica in prospettiva diacronica, e le varianti sostanziali, fondamentali al fine di definire i rapporti genealogici tra le varie copie pervenute. Come sostiene prima Di Stefano e poi Galano, \u201cil complesso dei manoscritti che tramandano l\u2019opera di Laurent, sono l\u2019esempio pi\u00f9 lampante di <em>tradizione attiva<\/em>, in quanto i copisti, a cui \u00e8 stato conferito l\u2019onere di copiare il testo, non si sono fatti scrupolo di intervenire sull\u2019opera originaria, correggendo e rimaneggiando il contenuto\u201d e la testimonianza di questa <em>mouvance<\/em> testuale mi permetter\u00e0 di ricostruire la fortuna dell\u2019opera di Boccaccio e di identificarne i diversi destinatari. Individuate tutte le divergenze testuali tra il <em>Decameron<\/em> e <em>Le livre des cent nouvelles<\/em>, mi propongo di condurre un\u2019indagine sulle tecniche di traduzione adottate nel Medioevo per comprendere come Laurent si \u00e8 approcciato al suo lavoro di traduzione, quali metodologie ha utilizzato e quale influenza ha avuto la mediazione latina sul buon esito del risultato finale. Questa indagine sar\u00e0 affiancata da uno studio linguistico e stilistico dei <em>loci critici <\/em>per cogliere l\u2019entit\u00e0 delle varianti che allontanano il testo tradotto dalla fonte italiana e cercare di ricondurle ad un responsabile: Antonio d\u2019Arezzo, Laurent de Premierfait o lo stesso Boccaccio? In studi precedenti, infatti, \u00e8 stata gi\u00e0 avanzata l\u2019ipotesi dell\u2019esistenza di una versione giovanile del <em>Decameron<\/em>, emendata nel corso del tempo dallo stesso Boccaccio, finita nelle mani di Laurent per poi scomparire del tutto, una teoria che andrebbe verificata. L\u2019ultima fase del progetto, con l\u2019ausilio dell\u2019azienda CONFORM S.c.a.r.l. prevista dal dottorato, consister\u00e0 nella messa in rete degli obiettivi raggiunti al fine di rendere pi\u00f9 facilmente accessibile il risultato della ricerca.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Luciano De Santis<\/h3>\n<h3>Le poesie di Jehan Erart<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1651150177191-91ff10a6-8e51&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Luciano De Santis<\/p>\n<p><strong>E-mail:<\/strong> <a href=\"mailto:desantis.luciano@yahoo.it\">desantis.luciano@yahoo.it<\/a>, <a href=\"mailto:luciano.desantis@student.unisi.it\">luciano.desantis@student.unisi.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong> Filologia e Critica<\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> XXXV<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> Universit\u00e0 degli Studi di Siena, Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:<\/strong> Le poesie di Jehan Erart<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> Maria Sofia Lannutti, Universit\u00e0 degli Studi di Firenze, Dipartimento di Lettere e Filosofia \u2014 Giovanni Battista Palumbo, Universit\u00e9 de Namur, D\u00e9partement de langues et litt\u00e9ratures fran\u00e7aises et romanes<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> primavera 2023[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1651150177396-0a3cdc76-0696&#8243;][vc_column_text]Il progetto di dottorato consiste nell\u2019edizione e nello studio delle liriche e delle melodie di Jehan Erart, troviero <em>arrageois<\/em> attivo nel secondo quarto del XIII secolo. La sua produzione si inscrive perfettamente nel contesto letterario arrasiano, al quale Jehan Erart partecip\u00f2 attivamente intessendo legami con gli altri poeti del medesimo ambiente. Il suo <em>corpus<\/em> \u00e8 costituito da venticinque componimenti (di cui alcuni da considerare di dubbia attribuzione), afferenti ai generi della canzone di argomento cortese, della pastorella, del compianto funebre e del mottetto. Il nome del troviero \u00e8 tuttavia legato in particolar modo al genere della pastorella, alla quale avrebbe dato, al pari di Guillaume le Vinier, un\u2019evidente spinta innovatrice. Alla variet\u00e0 tipologica della sua opera corrisponde un marcato sperimentalismo formale, di cui si terr\u00e0 conto in sede di introduzione. L\u2019edizione prevede infine la compilazione di un rimario e di un glossario.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Alessia Fichera<\/h3>\n<h3><em>Roncesvalles o El verdadero sucesso de la famosa batalla de Roncesvalles<\/em>, <em>con la muerte de los<\/em> <em>doze<\/em> <em>pares de Francia<\/em> (1555) di Garrido de Villena. Edizione, introduzione e creazione di un modello di visualizzazione di edizione digitale per i poemi epico-cavallereschi spagnoli in ottava rima<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1651068116414-68bea7da-db0c&#8221;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Alessia Fichera<\/p>\n<p><strong>E-Mail: <\/strong><a href=\"mailto:alessia.fichera@hotmail.com\">alessia.fichera@hotmail.com<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong> Scienze dell&#8217;interpretazione<\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong>XXXVII\/PON<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Universit\u00e0 degli Studi di Catania \u2013 Dipartimento di Scienze Umanistiche<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:&nbsp;<\/strong><em>Roncesvalles o El verdadero sucesso de la famosa batalla de Roncesvalles<\/em>, <em>con la muerte de los<\/em> <em>doze<\/em> <em>pares de Francia<\/em> (1555) di Garrido de Villena. Edizione, introduzione e creazione di un modello di visualizzazione di edizione digitale per i poemi epico-cavallereschi spagnoli in ottava rima<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Gaetano Lalomia, Universit\u00e0 degli Studi di Catania &#8211; Dipartimento di Scienze Umanistiche<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> primavera 2024[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1651068116547-75f81558-adf4&#8243;][vc_column_text]Scopo della tesi \u00e8 di dare vita a un\u2019edizione digitale del poema <em>Roncesvalles o El verdadero sucesso de la famosa batalla de Roncesvalles<\/em>, <em>con la muerte de los<\/em> <em>doze<\/em> <em>pares de Francia<\/em> (1555) scritto da Garrido de Villena, poeta spagnolo, traduttore dell\u2019<em>Orlando innamorato<\/em> di Matteo Maria Boiardo. La scelta di questo testo risponde alla necessit\u00e0 di dare visibilit\u00e0 a quelle opere considerate dalla critica predominante come \u201cminori\u201d o \u201csecondarie\u201d. Il lavoro far\u00e0 ricorso a una piattaforma innovativa on line per la digitalizzazione, il riconoscimento del testo e la trascrizione (TRANSKRIBUS). Inoltre, nel corso dei sei mesi da trascorre presso DueTreDUE Edizioni, sar\u00e0 creato un modello di edizione digitale in collaborazione con la stessa casa editrice. Il risultato del modello potr\u00e0 poi essere impiegato quale paradigma di un <em>corpus<\/em> di poemi epico-cavallereschi spagnoli in ottava rima. Lo studio del testo, infine, non mancher\u00e0 di mettere in luce le relazioni con la tradizione italiana dando vita a una sorta di indice dei lemmi legati al genere.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Jacopo Fois<\/h3>\n<h3>La seconda prosificazione del <em>Roman de Troie<\/em>. Edizione critica e commento linguistico<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1616095201902-34d1b2ab-ce87&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Jacopo Fois<\/p>\n<p><strong>E-Mail: <\/strong><a href=\"mailto:jacopo.fois@unive.it\">jacopo.fois@unive.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong> <em>Italianistica<\/em><\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato: <\/strong>XXXV<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> Universit\u00e0 \u00abCa\u2019 Foscari\u00bb Venezia &#8211; Dipartimento di Studi Umanistici<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi: <\/strong>La seconda prosificazione del <em>Roman de Troie<\/em>. Edizione critica e commento linguistico<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento: <\/strong>prof. Marco Infurna, Universit\u00e0 \u00abCa\u2019 Foscari\u00bb Venezia &#8211; Dipartimento di Studi Linguistici e Culturali Comparati<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome di eventuali co-Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof. Fabio Zinelli, \u00c9cole Pratique des Hautes \u00c9tudes, Paris, Section des Sciences Historiques et Philologiques<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> luglio 2023[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1616095202039-fff4e3df-fa2f&#8221;][vc_column_text]Riassunto del progetto di tesi: Il progetto consiste nell\u2019edizione critica dell\u2019inedita <em>Prose 2 <\/em>del <em>Roman de Troie<\/em>, opera anonima in francese composta in Italia settentrionale presumibilmente attorno alla fine del Duecento e volgarizzata all\u2019inizio del secolo successivo dal fiorentino Binduccio dello Scelto nel suo <em>Libro de la storia di Troia<\/em>. Il testo \u00e8 tramesso da tre testimoni, due dei quali presentano un <em>colophon<\/em> recante data e luogo di copia e sottoscrizione del copista, tutti e tre contenenti la sola <em>mise en prose<\/em>: si tratta di Grenoble, Biblioth\u00e8que Municipale, ms. 861 (siglato <em>G<\/em>, copiato a Padova da Johannes de Stennis nel 1298), Paris, Bibioth\u00e8que nationale de France, n.a.f. 9603 (siglato <em>P<\/em>, copiato presumibilmente a Genova e coevo di G) e Oxford, Bodleian Library, Douce 196 (siglato <em>O<\/em>, copiato a Verona da Pietro Scacchi nel 1323). L\u2019opera si caratterizza per un\u2019accentuata aderenza al modello a livello di contenuto e per una lingua ricca di tratti tipici del francese d\u2019Italia, quest\u2019ultima oggetto di analisi approfondita in una porzione dedicata del lavoro. Oltre che dal commento linguistico appena menzionato e da un glossario completo delle forme, l\u2019edizione sar\u00e0 accompagnata da un\u2019ampia introduzione dedicata all\u2019analisi dei testimoni di <em>Prose 2<\/em>, considerando anche il volgarizzamento assai fedele realizzatone dal fiorentino Binduccio dello Scelto (ed. a c. di M. Gozzi, <em>Libro de la storia di Troia<\/em>, 2000), e del rapporto tra la <em>mise en prose<\/em> e la complessa tradizione testuale del <em>Roman de Troie.<\/em>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Chiara Fragomeli<\/h3>\n<h3>Quanto contava <em>far di conto<\/em>? Sul lessico matematico nei libri d\u2019abaco dei secoli XIII-XIV<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1616095201200-bd6b5c54-3f88&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando: <\/strong>Chiara Fragomeli<\/p>\n<p><strong>E-Mail: <\/strong><a href=\"mailto:chiara.fragomeli@student.unisi.it\">chiara.fragomeli@student.unisi.it<\/a>&nbsp; &nbsp;<a href=\"mailto:fragomeli.chiara@gmail.com\">fragomeli.chiara@gmail.com<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:&nbsp;<\/strong><em>Filologia e critica<\/em><\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato: <\/strong>XXXV<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento: <\/strong>Universit\u00e0 degli studi di Siena &#8211; Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi: <\/strong>Quanto contava <em>far di conto<\/em>? Sul lessico matematico nei libri d\u2019abaco dei secoli XIII-XIV<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento: <\/strong>Dott. P\u00e4r Gunnar Larson, direttore di ricerca presso l\u2019Istituto CNR \u201cOpera del Vocabolario Italiano\u201d<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome di eventuali co-Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof. Llu\u00eds Cifuentes i Comamala, Universitat de Barcelona &#8211; Departament de Filologia Catalana i Ling\u00fc\u00edstica General<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione: <\/strong>marzo 2023[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1616095201337-deda17f5-c4e3&#8243;][vc_column_text]I <em>libri d\u2019abaco<\/em> rappresentano le testimonianze pi\u00f9 interessanti della produzione matematica sviluppatasi a partire dal secolo XIII e attiva fino al pieno Cinquecento e oltre. Sono testi scritti a imitazione del <em>Liber abaci<\/em> di Leonardo Pisano e redatti dai <em>maestri d\u2019abaco<\/em>, artigiani e commercianti che tenevano corsi di matematica pratica.<\/p>\n<p>Fino ad oggi non \u00e8 mai stato affrontato uno studio dettagliato del lessico dei <em>libri d\u2019abaco<\/em>; l\u2019attenzione della quasi totalit\u00e0 degli studiosi si \u00e8 concentrata principalmente sulla trattatistica dei secoli XV e XVI, a scapito di opere prodotte in epoca precedente, che pure sono meritevoli di attenzione; basti considerare che la matematica occidentale conobbe un nuovo slancio proprio nell\u2019Italia medievale dei comuni e grazie alle attivit\u00e0 commerciali. I <em>libri d\u2019abaco<\/em> non sono prodotti letterari, ma scaturiscono dalla necessit\u00e0 pragmatica di formare futuri mercanti e banchieri: lo studio delle scelte lessicali e grammaticali dettate dal bisogno di comunicare un sapere pratico, quindi, pu\u00f2 rappresentare un\u2019ottima occasione per approfondire il ruolo giocato dal linguaggio della matematica nello sviluppo dell\u2019italiano dei primi secoli e del catalano.<\/p>\n<p>Il progetto di ricerca si propone di studiare il lessico della matematica impiegato nei <em>libri d\u2019abaco<\/em> dei secoli XIII e XIV (con incursioni nel secolo XV ove necessario), tenendo conto degli adattamenti dal latino medioevale, dall\u2019arabo, dalle lingue romanze e della patina linguistica di ogni manoscritto testimone.<\/p>\n<p>L\u2019esame del lessico non pu\u00f2 prescindere dall\u2019analisi diretta dei testimoni e del loro contenuto, perci\u00f2 sar\u00e0 necessario svolgere attivit\u00e0 preliminari di ricerca codicologica ed edizione dei testi.<\/p>\n<p>Successivamente, sar\u00e0 condotto uno studio sui singoli <em>libri d\u2019abaco<\/em> v\u00f2lto all\u2019individuazione del lessico specifico del calcolo algebrico. L\u2019esposizione delle regole e la risoluzione verbale dei problemi proposti mettono di fronte ai termini su cui si fonda il lessico dell\u2019algebra medievale: ad esempio, <em>numero<\/em> per \u201ctermine noto\u201d, <em>cosa<\/em> per \u201cincognita\u201d (ma inizialmente i traduttori coniarono il termine <em>radix<\/em> dall\u2019adattamento fonetico di <em>\u011fizi<\/em>, che indicava l\u2019incognita), <em>censo<\/em> per \u201cincognita al quadrato\u201d (dalla parola latina <em>census<\/em>, calco semantico dell\u2019arabo <em>m\u0101l<\/em>, \u201cricchezza, abbondanza\u201d).<\/p>\n<p>Una volta individuato il lessico, saranno descritte la frequenza e la rilevanza dei vocaboli e delle locuzioni individuati; particolare attenzione sar\u00e0 dedicata alla classificazione dei verbi\/strutture verbali in base alla loro specializzazione, e ai contesti ed enunciati formulari e non sintetici, dato il minore livello di standardizzazione delle formule rispetto alla matematica moderna, motivo per il quale il lessico dei <em>libri d\u2019abaco<\/em> \u00e8 particolarmente aperto a nuovi termini o a nuove attribuzioni di significato a termini gi\u00e0 esistenti e in uso.<\/p>\n<p>Oltre alle ricerche gi\u00e0 menzionate, saranno schedati, seppure con minor precisione, i materiali galloromanzi, francesi e provenzali, esistenti e coincidenti con il lessico individuato in precedenza.<\/p>\n<p>Infine, sar\u00e0 condotto uno studio comparativo v\u00f2lto ad individuare elementi di somiglianza o difformit\u00e0 tra i testi italiani e catalani. Per esempio, il <em>Tractatus algorismi<\/em> di Jacopo da Firenze \u00e8 un\u2019opera che, secondo gli studiosi, sembrerebbe non essere fondata su uno scritto algebrico latino o arabo. Se cos\u00ec fosse, Jacopo deve essere stato ispirato da un ambiente di lingua romanza, forse da identificarsi con la Catalogna poich\u00e9, oltre a essere facilmente raggiungibile da Montpellier, agli inizi del secolo XIV era coinvolta in intensi scambi commerciali con il mondo arabo e dunque poteva costituire un canale per le influenze ibero-islamiche in Italia. Ancora, i <em>libri d\u2019abaco<\/em> italiani e i testi ibero-provenzali sembrerebbero presentare alcune differenze nella trattazione della regola del tre, gi\u00e0 a partire dal nome: in area italiana \u00e8 generalmente indicata come <em>regola delle tre cose<\/em>; in area ibero-provenzale \u00e8 denominata <em>regla de si tant vall tant<\/em>. Inoltre, nei testi italiani la regola \u00e8 presentata come risoluzione a problemi di carattere pratico, in cui compaiono monete e merci; nei testi ibero-provenzali, la regola del tre \u00e8 introdotta da problemi numeri di carattere teorico.<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Marco Francescon<\/h3>\n<h3>La concezione figurale nelle prose francesi del ciclo Lancelot-Graal<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1616095200624-3e5f7a83-aa4d&#8221;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando: <\/strong>Marco Francescon<\/p>\n<p><strong>E-Mail: <\/strong><a href=\"mailto:marco.francescon@unitn.it\">marco.francescon@unitn.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato: <\/strong><em>Le forme del testo<\/em><\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato: <\/strong>XXXIV<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento: <\/strong>Universit\u00e0 di Trento &#8211; Dipartimento di Lettere e Filosofia<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi: <\/strong>La concezione figurale nelle prose francesi del ciclo Lancelot-Graal<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento: <\/strong>prof.ssa Roberta Capelli, Universit\u00e0 di Trento &#8211; Dipartimento di Lettere e Filosofia<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione: <\/strong>-[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1616095200752-94ce5b1e-2fa8&#8243;][vc_column_text]Il progetto di ricerca propone un ripensamento complessivo dell\u2019allegoresi dei romanzi del ciclo della <em>Vulgate<\/em> (o <em>Lancelot-Graal<\/em>) secondo la categoria retorico-stilistica di <em>figura<\/em>, codificata da Auerbach nell\u2019omonimo saggio dei <em>Neue Dantestudien<\/em>. La ricerca muove da un presupposto metodologico di fondo: il reperimento di temi figurali nei testi letterari deve intrecciarsi ad una meditazione attorno al concetto auerbachiano di <em>figura<\/em> volta a operare una sintesi tra la prospettiva filologica e quella estetica. Lo studio cerca perci\u00f2 di ritrovare nell\u2019esegesi prescolastica e monastica il <em>medium<\/em> fra la tradizione patristica e la trasposizione profana dell\u2019elemento retorico nel dominio letterario oitanico. Unendo la riflessione sugli aspetti stilistici alla ricerca filologica sui testi di transizione, latini e volgari, si vuole dimostrare che la dicotomia tra forme neoplatoniche e figurali informa l\u2019allegoresi profana, e in particolare che la categoria di <em>figura<\/em> costituisce un efficace strumento ermeneutico nell\u2019interpretazione dei moduli retorici di alcune <em>branches<\/em> della <em>Vulgate<\/em>.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Barbara Francioni<\/h3>\n<h3>Sistemi linguistici a contatto nel canzoniere estense. Indagini stratigrafiche e filologiche delle componenti occitaniche e oitaniche<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1651068354498-d40585de-c5bf&#8221;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando: <\/strong>Barbara Francioni<\/p>\n<p><strong>E-Mail: <\/strong><a href=\"mailto:barbara.francioni@outlook.it\">barbara.francioni@outlook.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:&nbsp;<\/strong>Filologia e critica \u2013 Filologia romanza<\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato: <\/strong>XXXV<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Universit\u00e0 degli Studi di Siena \u2013 Dipartimento di filologia e critica delle letterature antiche e moderne<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi: <\/strong>Sistemi linguistici a contatto nel canzoniere estense. Indagini stratigrafiche e filologiche delle componenti occitaniche e oitaniche<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Fabrizio Cigni, Universit\u00e0 degli Studi di Pisa, Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica; Co-tutor: Yan Greub, Universit\u00e9 de Lorraine\/ATILF, Nancy (Francia)<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione: <\/strong>marzo\/luglio 2023[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1651068354639-fcdea691-aa2d&#8221;][vc_column_text]Il progetto di ricerca consiste in uno studio linguistico sulle interferenze lessicali, morfologiche e fonetiche nelle liriche in lingua d\u2019<em>oc<\/em> e in lingua d\u2019<em>o\u00efl<\/em> contenute nel canzoniere estense \u03b1.R.4.4 (D-D<sup>a<\/sup> provenzale, H francese), procedendo ad uno spoglio integrale dei testi contenuti nelle tre raccolte e ad una classificazione stratigrafica delle forme eterogenee riscontrate tra quelle riconducibili all\u2019intervento ultimo del copista, quelle gi\u00e0 presenti nelle sue fonti e quelle risalenti possibilmente alla cosiddetta \u201clingua dell\u2019autore\u201d. Lo studio, oltre ad analizzare la lingua dei testi tr\u00e0diti dal canzoniere, si pone anche l\u2019obiettivo di fare maggiore chiarezza sulla natura del materiale a disposizione dell\u2019importante <em>scriptorium<\/em> dell\u2019Estense.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Niccol\u00f2 Gensini<\/h3>\n<h3>Perceval tra epos e romanzo: genesi, ricezione e tradizioni testuali. Con edizione critica del <em>Livre d\u2019Helias et Perceval<\/em><\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1616095199913-4e0cfafc-0946&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando: <\/strong>Niccol\u00f2 Gensini<\/p>\n<p><strong>E-Mail: <\/strong><a href=\"mailto:niccolo.gensini2@unibo.it\">niccolo.gensini2@unibo.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:&nbsp;<\/strong>Culture letterarie e filologiche \/ Romanistik<\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato: <\/strong>XXXIV<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Alma Mater Studiorum \u2013 Universit\u00e0 di Bologna (Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica) \/ Universit\u00e4t Z\u00fcrich (Romanisches Seminar)<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:&nbsp;<\/strong>Perceval tra epos e romanzo: genesi, ricezione e tradizioni testuali. Con edizione critica del <em>Livre d\u2019Helias et Perceval<\/em><\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento: <\/strong>prof.ssa Giuseppina Brunetti, Universit\u00e0 di Bologna &#8211; Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome di eventuali co-Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento: <\/strong>prof. Richard Trachsler, Universit\u00e4t Z\u00fcrich &#8211; Romanisches Seminar<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> giugno 2022[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1616095200049-1b76771b-d083&#8243;][vc_column_text]Il progetto di ricerca ha lo scopo di descrivere le diverse fasi storiche tramite le quali la struttura narrativa del personaggio di Perceval si \u00e8 evoluta nel corso dei primi due secoli della sua fortuna letteraria, romanza ed europea, dalla sua genesi alla sua prima ricezione. Perceval, l\u2019ingenuo cavaliere, ignaro delle leggi del mondo e dei costumi della societ\u00e0 cortese, creato dalla fantasia di Chr\u00e9tien de Troyes, \u00e8 protagonista di molti romanzi in versi e in prosa apparsi tra la fine del s. XII e la seconda met\u00e0 del s. XIII, in area romanza, ossia soprattutto francese, ma non solo. Lo studio filologico della storia dell\u2019evoluzione del personaggio entro le galassie testuali e le forme della tradizione che lo riguardano permette di delineare un quadro composito nel quale \u00e8 possibile rintracciare anche la genesi e lo sviluppo di importanti fenomeni storico-letterari, destinati ad influenzare sul lungo termine la letteratura europea e occidentale: il passaggio dai versi alla prosa, la creazione di possenti impianti narrativi ciclici, la strutturazione dei racconti romanzeschi su alcuni nuclei tematici fondamentali, come quelli della predestinazione, del progresso lineare della storia verso un obiettivo finale conclusivo, dell\u2019autoanalisi e della riflessione sul proprio destino e sulle proprie responsabilit\u00e0, sono alcune tappe dell\u2019evoluzione del genere \u2018romanzo\u2019 medievale di cui Perceval \u00e8 protagonista indiscusso, in virt\u00f9 della sua conformazione originaria e grazie alle differenti esigenze letterarie, narrative e ideologiche, che di volta in volta \u00e8 stato chiamato ad assumere. Infine la ricerca si concentra su un caso studio in grado di illuminare la persistenza delle strutture descrittive individuate: le <em>Prophecies de Merlin<\/em>, romanzo della seconda met\u00e0 del s. XIII, sono infatti espressione di una delle svariate modalit\u00e0 di allestimento della vicenda percevaliana; infatti entro la tradizione del testo delle <em>Prophecies de Merlin<\/em>, risulta emblematico il caso del <em>Livre d\u2019Helias et Perceval<\/em> in cui la figura di Perceval \u00e8 calata in un contesto narrativo nel quale il suo carattere pu\u00f2 esprimere al meglio le potenzialit\u00e0 insite nella sua struttura biografica sia sul punto strettamente diegetico sia su quello contenutistico. Di tale sezione si offre un\u2019edizione critica, costituita tramite il controllo di tutti i testimoni e corredata di una nota la testo con una nuova e completa analisi della tradizione manoscritta.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Elisa Giorgetti<\/h3>\n<h3>Il volgarizzamento dei <em>Dialogorum libri<\/em> di Gregorio Magno nel codice Intronati I.V.28. Edizione e studio linguistico.<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1651150361588-17656c19-5763&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Elisa Giorgetti<\/p>\n<p><strong>E-mail:<\/strong> <a href=\"mailto:e.giorgetti2@student.unisi.it\">e.giorgetti2@student.unisi.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong> Filologia e critica curriculum Lessicografia web based dell\u2019italiano antico<\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> XXVII<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> Universit\u00e0 degli studi Siena, dipartimento di Filologia delle letterature antiche e moderne<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:<\/strong> Il volgarizzamento dei <em>Dialogorum libri<\/em> di Gregorio Magno nel codice Intronati I.V.28. Edizione e studio linguistico<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> Maria Sofia Lannutti, prof.ssa ordinaria di Filologia e Linguistica romanza dell&#8217;Universit\u00e0 di Firenze. Dipartimento di Lettere e Filosofia<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> aprile 2025[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1651150361793-2b9a28ac-96fb&#8221;][vc_column_text]Il progetto si propone l\u2019edizione critica e lo studio linguistico dell\u2019inedito volgarizzamento dei <em>Dialogi<\/em> di Gregorio Magno trasmesso dal codice Intronati I.V.28. La traduzione, integrale ed anonima, risulta autonoma dai sei volgarizzamenti italiani oggi conosciuti, realizzati tra il XIV e il XV secolo. Il volgarizzamento presenta diversi tratti tipici dell\u2019area mediana, elemento originale se si considera che un\u2019ampia circolazione dell\u2019opera volgare \u00e8 attestata in altre parti della penisola. Questi tratti saranno oggetto di un\u2019analisi linguistica che consenta una localizzazione pi\u00f9 puntuale.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Luigi Ippolito<\/h3>\n<h3>Per una Grammatica del riso: lingua, stile e prossemica dei \u00abcontes \u00e0 rire\u00bb dell\u2019Et\u00e0&nbsp;di mezzo<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1651077737687-e746a293-126f&#8221;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando: <\/strong>Luigi Ippolito<\/p>\n<p><strong>E-Mail: <\/strong><a href=\"mailto:lippolito@unisa.it\">lippolito@unisa.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong>Studi Letterari, Linguistici e Storici (DILLS)<\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato: <\/strong>XXXVII<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento: <\/strong>Universit\u00e0 degli Studi di Salerno, Dipartimento di Studi Umanistici&nbsp;(DIPSUM)<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:&nbsp;<\/strong>Per una Grammatica del riso: lingua, stile e prossemica dei \u00abcontes \u00e0 rire\u00bb dell\u2019Et\u00e0&nbsp;di mezzo<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Sabrina Galano, Universit\u00e0 degli Studi di&nbsp;Salerno, Dipartimento di Studi Umanistici (DIPSUM)<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> 2024[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1651077737862-9a41df63-8e14&#8243;][vc_column_text]Il progetto di ricerca si pone come obiettivo quello di indagare sul problema del ridere in et\u00e0 medievale, in particolare nel periodo che va dal XII al XIV secolo, anni in cui nel nord-est della Francia si svilupp\u00f2 il genere letterario del fabliau, un breve racconto in versi dai toni allegri e spesso osceni con cui la societ\u00e0 laica del tempo manifest\u00f2 l\u2019esigenza di ridere e far ridere. Superando i meri contenuti burleschi di questi racconti, la linea di ricerca del progetto \u00e8 quella di individuare, sulla base di uno schema interpretativo che servir\u00e0 a ottenere dei dati pi\u00f9 precisi e circoscritti, l\u2019insieme dei fattori culturali, linguistici, paralinguistici e cinesici che intervengono nella costruzione di una performance comica. Lo studio si concentrer\u00e0 in un primo momento sul nucleo di fabliaux erotici, in cui \u00e8 presente una forte matrice comica, per poi allargare il campo della ricerca non solo ai testi appartenenti allo stesso genere letterario, ma anche ad altre forme narrative in cui \u00e8 possibile rilevare la necessit\u00e0 di far ridere. Il lessico costituir\u00e0 la guida del percorso di analisi verso le fonti del comico, o meglio verso quegli elementi atti a rafforzare e implementare una vis comica gi\u00e0 preesistente. Si cercher\u00e0, inoltre, di ravvisare una forma di teatralit\u00e0 in questi racconti, la cui diffusione \u00e8 possibile che non sia avvenuta solo per mezzo della voce (lettura), ma anche grazie a un\u2019interpretazione di tipo \u201cattoriale\u201d. Infine, i risultati serviranno per redigere una Grammatica del riso, in cui saranno organizzati e commentati gli esiti della ricerca, nel tentativo di fornire un contributo, sia sul piano letterario-linguistico che storico-sociologico, su un meccanismo complesso come quello del ridere. La raccolta e la catalogazione di tali elementi comici sar\u00e0 data dallo spoglio sistematico dei testi appartenenti al corpus dei fabliaux, il <em>Nouveau recueil complet des fabliaux<\/em> (NRCF, 1983-98). Una parte del lavoro, inoltre, sar\u00e0 dedicata a una selezione di fabliaux, meno noti e poco studiati, per i quali sar\u00e0 proposta una edizione critica e una traduzione in italiano.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Giorgia Laricchia<\/h3>\n<h3>Studio ed edizione del canzoniere di Guiraut de Calanso<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1616095199286-0d8da007-439d&#8221;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Giorgia Laricchia<\/p>\n<p><strong>E-Mail:<\/strong> <a href=\"mailto:giorgia.laricchia@unina.it\">giorgia.laricchia@unina.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong> <em>Filologia<\/em><\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> XXXIII<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> Universit\u00e0 degli Studi di Napoli &#8220;Federico II&#8221; &#8211; Dipartimento di Studi Umanistici<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:<\/strong> Studio ed edizione del canzoniere di Guiraut de Calanso<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof.ssa Oriana Scarpati, Universit\u00e0 degli Studi di Napoli Federico II &#8211; Dipartimento di Studi Umanistici<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome di eventuali co-Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof. Corrado Calenda, Universit\u00e0 degli Studi di Napoli Federico II &#8211; Dipartimento di Studi Umanistici<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> aprile \/ maggio 2021[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1616095199399-a5467ea0-4567&#8243;][vc_column_text]La ricerca \u00e8 improntata all\u2019allestimento di una nuova e completa edizione critica del <em>corpus<\/em> lirico di Guiraut de Calanso, e propone modifiche testuali e interpretative rispetto alla deficitaria edizione di Ernst (<em>Die Lieder des provenzalischen trobadors guiraut von calanso<\/em>, in \u00abRomanische Forschungen\u00bb, 44, 1930). Il lavoro intende offrire un tentativo di ricollocazione della figura storica del trovatore e della sua produzione lirica (sette canzoni, due <em>descortz<\/em>, un <em>sirventes-canso<\/em>, un <em>planh<\/em>, un <em>sirventes-ensenhamen<\/em>) nel solco della tradizione poetica occitana di fine XII \u2013 inizio XIII secolo, attraverso la ricostruzione dell\u2019itinerario biografico e un riordinamento cronologico dei componimenti. Lo studio inoltre indaga l\u2019ascendenza di Arnaut Daniel: il trovatore di Rib\u00e9rac funge infatti da modello di virtuosismo tecnico e formale, da cui l\u2019epigono Guiraut recupera ogni sorta di artificio metrico e retorico.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Claudia Lemme<\/h3>\n<h3>Il ricettario del ms. 215 della Biblioteca Classense di Ravenna (ff. 93r-156v): edizione, commento linguistico e glossario<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1616095198617-dbfadf0e-de91&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Claudia Lemme<\/p>\n<p><strong>E-Mail:<\/strong> <a href=\"mailto:lemme.claudia89@gmail.com\">lemme.claudia89@gmail.com<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong> <em>Lingue, letterature e culture in contatto<\/em><\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> XXXIII<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> Universit\u00e0 di Chieti-Pescara &#8211; Dipartimento Lingue, Letterature e Culture moderne<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi: <\/strong>Il ricettario del ms. 215 della Biblioteca Classense di Ravenna (ff. 93r-156v): edizione, commento linguistico e glossario<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof.ssa Ilaria Zamuner, Universit\u00e0 di Chieti-Pescara &#8211; Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome di eventuali co-Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento: <\/strong>prof. Sergio Lubello, Universit\u00e0 di Salerno &#8211; Dipartimento di Studi Umanistici; prof.&nbsp;Llu\u00eds Cifuentes i Comamala, Universitat de Barcelona &#8211; Departament de Filologia Catalana i Ling\u00fc\u00edstica General<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> marzo 2021[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1616095198728-038bc1d2-70e6&#8243;][vc_column_text]Edizione del ricettario medico plurilingue contenuto nel ms. 215 della Biblioteca Classense di Ravenna ai ff. 93r-156v, corredata di analisi linguistica delle due lingue principali (catalano e italiano) e di un glossario selettivo che prende in esame una raccolta di voci scarsamente o non documentate nei principali dizionari romanzi.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Andrea Menozzi<\/h3>\n<h3>Studio della tradizione dei <em>Miracles de Nostre Dame<\/em> di Gautier de Coinci, con edizione critica dei miracoli di Notre-Dame di Laon<\/h3>\n<h3><\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1616152328873-52c97f0b-7ccc&#8221;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Andrea Menozzi<\/p>\n<p><strong>E-Mail:<\/strong> <a href=\"mailto:andrea.menozzi@sns.it\">andrea.menozzi@sns.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> XXXV<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Lettere e Filosofia<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:<\/strong> Studio della tradizione dei <em>Miracles de Nostre Dame<\/em> di Gautier de Coinci, con edizione critica dei miracoli di Notre-Dame di Laon<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof. Lino Leonardi, Scuola Normale Superiore di Pisa, Classe di Lettere e Filosofia<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome di eventuali co-Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof. Fr\u00e9d\u00e9ric Duval, \u00c9cole Nationale des Chartes, Centre Jean-Mabillon<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> 2024[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1616152329024-7b222de7-16b2&#8243;][vc_column_text]Gli obiettivi del mio progetto sono uno studio della tradizione (esteso a tutta l\u2019opera) dei <em>Miracles de Nostre Dame<\/em> di Gautier de Coinci, e l\u2019allestimento di una nuova edizione critica della sezione dei miracoli di Notre-Dame de Laon (II Mir 14-17 e 26, secondo il sistema di sigle in uso). L\u2019edizione critica di questi miracoli di Laon sar\u00e0 allestita secondo tutto il testimoniale, e sar\u00e0 corredata da un commento puntuale e da uno studio comparativo esauriente di tutte le versioni note \u2013 mediolatine e romanze \u2013 dei miracoli<br \/>\npubblicati.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Giovanni Merisi<\/h3>\n<h3>La <em>Venetiana<\/em> (1619) di Giovan Battista Andreini: edizione, commento, spoglio linguistico e glossario di una commedia di Giovan Battista Andreini<\/h3>\n<h3><\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1651077964315-2d45daae-2c57&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Giovanni Merisi<\/p>\n<p><strong>E-Mail:<\/strong> <a href=\"mailto:giovanni.merisi@unil.ch\">giovanni.merisi@unil.ch<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong> Etudes italiennes<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> Universit\u00e9 de Lausanne, Section d\u2019italien<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:&nbsp;<\/strong>La <em>Venetiana<\/em> (1619) di Giovan Battista Andreini: edizione, commento, spoglio linguistico e glossario di una commedia di Giovan Battista Andreini<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Lorenzo Tomasin, Universit\u00e9 de Lausanne, Facult\u00e9 des Lettres, Section d\u2019italien<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> 2025[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1651077964466-92221012-77ea&#8221;][vc_column_text]Il progetto ha come obiettivo l&#8217;edizione e lo studio sistematico de La Venetiana, commedia in cinque atti data alle stampe nel 1619 da Giovan Battista Andreini (1576-1654), autore di primaria importanza nel ricco panorama teatrale del Seicento italiano. Attraverso un&#8217;analisi tripartita su altrettante aree di studio \u2013 si spazia da quella filologico letteraria fino alla linguistica, passando per quella storico-culturale fino alla costituzione di uno strumento informatico in grado di dare accesso immediato alle opere dell&#8217;autore \u2013 sar\u00e0 possibile fornire, finalmente, un testo inspiegabilmente ancora privo di edizione moderna, studiarne approfonditamente la lingua \u2013 il veneziano\u2013 sapientemente utilizzata dall&#8217;Andreini per comporre La Venetiana, unico suo testo a essere scritto in un&#8217;unica variet\u00e0 linguistica, ed evidenziarne i contributi letterari, storici e culturali. Gli studi sull&#8217;Andreini \u2013 come sottolinea Luca D&#8217;Onghia \u2013 sono caratterizzati da un tipico squilibrio, che vede i contributi critici sopraffare ampiamente le edizioni, spesso poco attendibili. Un testo correttamente fissato contribuir\u00e0, oltre a rendere facilmente fruibile\u2013 favorendo di fatto l&#8217;avvio di futuri studi \u2013 un testo la cui lettura \u00e8 finora affidata alle due stampe del 1619, e a bilanciare in parte questa tendenza. La grande tavolozza espressiva che contraddistingue le opere dell&#8217;Andreini conferisce a La Venetiana un valore linguistico che oltrepassa i puri interessi legati al genere teatrale, in quanto fornisce uno straordinario esempio di veneziano secentesco, il cui studio \u2013 fonetico, morfologico e lessicale \u2013 apporter\u00e0 un contributo alle sempre pi\u00f9 numerose ricerche su questo dialetto. L\u2019analisi lessicale di quest&#8217;opera verr\u00e0 raccolta in un ampio glossario capace di mostrare non solo la ricchezza del vocabolario di Andreini, ma anche di fornire nuovi elementi preziosi al gi\u00e0 vasto panorama linguistico del veneziano. L&#8217;importanza della figura di Andreini \u2013 drammaturgo, attore, trattatista \u2013 per il teatro del Seicento \u00e8 ormai ampiamente riconosciuta, anche grazie agli studi che, negli ultimi decenni, sono diventati a poco a poco pi\u00f9 numerosi. Grazie a questo progetto si potr\u00e0 ancora una volta valutare lo statuto di Giovan Battista Andreini, attivo nelle pi\u00f9 importanti corti italiane e europee, e di un\u2019opera \u2013 La Venetiana \u2013 ancora poco studiata a letta, sulla quale si potranno fare, finalmente, considerazioni letterarie, storiche e culturali approfondite.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Marta Milazzo<\/h3>\n<h3>Per un repertorio onomastico nel romanzo medievale francese (XII-XV ss.)<\/h3>\n<h3><\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1651078114533-23672828-4be0&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Marta Milazzo<\/p>\n<p><strong>E-Mail:<\/strong> <a href=\"mailto:marta.milazzo@phd.unipd.it\">marta.milazzo@phd.unipd.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong> Dottorato in Scienze Linguistiche, Filologiche e Letterarie<\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> XXXVI<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Universit\u00e0 degli Studi di Padova, Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:&nbsp;<\/strong>Per un repertorio onomastico nel romanzo medievale francese (XII-XV ss.)<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Giovanni Borriero, Universit\u00e0 degli Studi di Padova, Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> primavera 2024[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1651078114697-16f4a4ff-179e&#8221;][vc_column_text]Allestimento di un indice onomastico relativo ai soli antroponimi presenti in un <em>corpus<\/em> di circa 250 romanzi medievali francesi (XII-XV ss.). L\u2019indice sar\u00e0 accompagnato da un volume di studi critici.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Elena Muzzolon<\/h3>\n<h3>Retoriche dell\u2019estasi: uscite dal mondo e stati alterati di coscienza nelle letterature del medioevo di Francia<\/h3>\n<h3><\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1651078237214-bce9a249-2626&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Elena Muzzolon<\/p>\n<p><strong>E-Mail:<\/strong> <a href=\"mailto:elena.muzzolon@phd.unipd.it\">elena.muzzolon@phd.unipd.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong> Dottorato in Scienze Linguistiche, Filologiche e Letterarie<\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> XXXVI<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Universit\u00e0 degli Studi di Padova, Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:&nbsp;<\/strong>Retoriche dell\u2019estasi: uscite dal mondo e stati alterati di coscienza nelle letterature del medioevo di Francia<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Alvaro Barbieri, Universit\u00e0 degli Studi di Padova, Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> febbraio 2024[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1651078237432-436901fc-81dc&#8221;][vc_column_text]Il progetto di ricerca \u00e8 volto alla redazione di una monografia di sintesi sulle retoriche e sulle rappresentazioni letterarie della dimensione estatica nel Medioevo galloromanzo, in un corpus di testimonianze che vanno dalla poesia dei trovatori al romanzo arturiano, tra XII e XIII secolo. L\u2019indagine \u00e8 volta a fare emergere una casistica che \u00e8 stata solo parzialmente sondata, ma che \u00e8 ancora in larga parte sommersa, e a ricomporre in un\u2019ampia visione di sintesi le concrezioni testuali riconducibili alle manifestazioni dell\u2019estasi e della <em>transe<\/em>, agli eccessi dell\u2019esultanza psichica e alle uscite dalla dimensione mondana, in una prospettiva ermeneutica fondata sulla centralit\u00e0 del testo, ponendo l\u2019accento sui dispositivi formali e sugli aspetti di ricorsivit\u00e0 retorica, valorizzando le invarianti e le consonanze di lunga durata, ma altres\u00ec le determinazioni storico-ideologiche e i rapporti con i singoli contesti culturali. Particolare attenzione \u00e8 accordata alle strutture formulari, al vocabolario e alla semantica storica della rappresentazione estatica, ai marcatori lessicali, agli aspetti topicizzati, alle parole chiave che appartengono alla sfera del pensiero, dell\u2019oblio, dell\u2019inappagamento erotico e della gioia contemplativa.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Gianluca Olcese<\/h3>\n<h3>Evidenze romanze e slave del culto di san Giovanni Battista<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1616152328125-780b3321-a6d6&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Gianluca Olcese<\/p>\n<p><strong>E-Mail:<\/strong> <a href=\"mailto:gianluca.olcese@uwr.edu.pl\">gianluca.olcese@uwr.edu.pl<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong> <em>Filologia <\/em>(Universit\u00e0 di Wroc\u0142aw) &#8211; <em>Filologia, interpretazione e storia dei testi italiani e romanzi <\/em>(Universit\u00e0 di Genova)<\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato<\/strong>: Universit\u00e0 di Wroclaw, n.a.; Universit\u00e0 di Genova: XXIV<\/p>\n<p>Universit\u00e0 e Dipartimento: Universit\u00e0 di Wroclaw &#8211; Dipartimento di Studi Classici Mediterranei e Orientali; Universit\u00e0 degli Studi di Genova &#8211; Dipartimento di Lingue e Culture Moderne, Scuola di Scienze Umanistiche<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:<\/strong> Evidenze romanze e slave del culto di san Giovanni Battista<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof. Gosciwit Malinowski, Universit\u00e0 di Wroclaw &#8211; Dipartimento di Studi Classici Mediterranei e Orientali; prof. Nicol\u00f2 Pasero, Universit\u00e0 degli Studi di Genova, Scuola di Scienze Umanistiche<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> gennaio 2021[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1616152328274-a924b0af-38b3&#8243;][vc_column_text]La tradizione che fa riferimento al culto di san Giovanni Battista, mostra tracce di continuit\u00e0 con usi e costumi precristiani in diverse aree d\u2019Europa e a livello internazionale. La mia ricerca mostra quali sono i legami di continuit\u00e0 con le festivit\u00e0 del solstizio estivo, nel calendario agrario e gli usi religiosi precristiani nella tradizione romana per poter tracciare un\u2019ipotesi sulla struttura delle forme di culto precristiane per questo periodo dell\u2019anno tra i popoli slavi.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Paula P\u00e9rez Mil\u00e1n<\/h3>\n<h3>La presenza del sapere scientifico nella poesia italiana dalle Origini al Trecento<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1616152327235-950f2722-e2de&#8221;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Paula P\u00e9rez Mil\u00e1n<\/p>\n<p><strong>E-Mail:<\/strong> <a href=\"mailto:paula.perezmilan@student.unisi.it\">paula.perezmilan@student.unisi.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> XXXIV<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento: <\/strong>Universit\u00e0 degli Studi di Siena &#8211; Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:<\/strong> La presenza del sapere scientifico nella poesia italiana dalle Origini al Trecento<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof.ssa. Maria Sofia Lannutti, Universit\u00e0 degli Studi di Firenze &#8211; Dipartimento di Lettere e Filosofia<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome di eventuali co-Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof. Manuele Gragnolati, Sorbonne Universit\u00e9-Paris IV, UFR \u00c9tudes italiennes et roumaines,<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> 2022[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1616152327420-c12a7f34-8130&#8243;][vc_column_text]Il progetto di tesi risponde al bisogno di offrire un quadro ordinato e sistematico attraverso il quale poter analizzare l\u2019influenza del sapere scientifico nella produzione lirica italiana dalle Origini a Petrarca. La ricerca consiste principalmente nell\u2019esplorare i legami riscontrabili tra l\u2019espressione poetica e il mondo naturale. Attraverso la lettura e la contestualizzazione della trattatistica specifica (bestiari, lapidari, erbari e trattati alchemici) si \u00e8 cercato di stabilire in quale misura l\u2019articolazione delle immagini letterarie costruite a partire da elementi appartenenti al mondo naturale sia legata alla diffusione nell\u2019Europa del XII e XIII secolo delle correnti di indagine e riflessione scientifica.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Fabiola Pericolo<\/h3>\n<h3>Le <em>complaintes amoureuses<\/em> di Christine de Pizan: edizione critica<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1651078332886-de643134-6a21&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Fabiola Pericolo<\/p>\n<p><strong>E-Mail:<\/strong> <a href=\"mailto:fpericolo@unisa.it\">fpericolo@unisa.it&nbsp;<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong> Studi letterari, linguistici e storici, curriculum studi letterari<\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> XXXV<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento: <\/strong>Universit\u00e0 degli Studi di Salerno, Dipartimento di Studi Umanistici<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:&nbsp;<\/strong>Le <em>complaintes amoureuses<\/em> di Christine de Pizan: edizione critica<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento: <\/strong>Sabrina Galano, Universit\u00e0 degli studi di Salerno, Dipartimento di Studi Umanistici<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong>[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1651078333062-a68e55ff-ef60&#8243;][vc_column_text]Il progetto di ricerca si incentra sull\u2019edizione critica delle <em>Complaintes amoureuses <\/em>di Christine de Pizan, scrittrice di grande creativit\u00e0, tra le figure pi\u00f9 interessanti e significative del panorama letterario francese tra XIV e XV secolo. La sua produzione nasce in un\u2019epoca di grandi mutamenti e di cui l\u2019autrice rispecchia la sensibilit\u00e0. Dal confronto con un\u2019eredit\u00e0 intellettuale fondamentalmente maschile, emerge in tutta la scrittura di Christine de Pizan una nuova forma di identit\u00e0 artistica, tesa a stabilire l\u2019autorit\u00e0 femminile attraverso la riscrittura della tradizione. Il progetto si propone come obiettivo la realizzazione di una nuova edizione critica delle <em>Complaintes amoureuses<\/em>, due componimenti in versi scritti in lingua francese tra il 1402 e il 1410 e tramandati rispettivamente da due manoscritti (London, British Library, Harley, 4431, f. 48rb-49va ; Chantilly, Biblioth\u00e8que et Archives du Ch\u00e2teau, 492-493, t. 1, f. 35r ) e da quattro manoscritti (London, British Library, Harley, 4431, f. 56vb-58rb; Paris, Biblioth\u00e8que nationale de France, fran\u00e7ais, 604, f. 27r ; Paris, Biblioth\u00e8que nationale de France, fran\u00e7ais, 835, f. 50rb-51vb; Paris, Biblioth\u00e8que nationale de France, fran\u00e7ais, 12779, f. 33ra). I testi sono stati oggetto di un\u2019unica edizione <em>OEuvres po\u00e9tiques <\/em>de Christine de Pisan, pubblicata nel 1886 a cura di Maurice Roy. Il genere della <em>complainte<\/em>, ossia del lamento, fa riferimento alla tradizione letteraria mediolatina (<em>lamentatio<\/em>) e a quella occitana (<em>planh<\/em>) e vide, come spesso accade per le opere medievali, una larga diffusione orale. La <em>complainte <\/em>medievale in lingua francese \u00e8 una canzone in forma narrativa, spesso drammatizzata ed indirizzata ad un vasto pubblico, si avvicina per certi aspetti alle orazioni funebri e, a livello prosodico e musicale, si distingue dalle altre forme poetiche per l\u2019insistenza delle rime. Nelle <em>Complaintes amoureuses <\/em>di Christine de Pizan, scritte in medio francese, vi sono lunghe e languide lamentazioni di \u2018inseguitori d\u2019amore\u2019 che aspirano ai favori delle loro dame. Questa monotonia dolce, resa ugualmente dal punto di vista espressivo, \u00e8 bruscamente interrotta dalla comparazione dei lamenti con la mitologia, attraverso il riferimento all\u2019amore di Pigmalione, alle avventure di Deucalione e Pirra e alla punizione dell\u2019insensibile Anassarete. L\u2019edizione critica sar\u00e0 arricchita da un\u2019attenta analisi linguistica, da uno studio letterario sul genere delle <em>Complaintes <\/em>e sulle fonti da cui attinge Christine de Pizan. Il progetto prevede, inoltre, per la prima volta una traduzione dei due testi in lingua italiana, con la conseguente creazione di un glossario. Un approfondito studio filologico e la stesura di una redazione del testo, condotta applicando le norme moderne fissate per l\u2019edizione dei testi medievali, permetterebbe di focalizzare l\u2019attenzione sulle <em>complaintes amoureuses <\/em>e sulla figura di Christine de Pizan.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Enea Pezzini<\/h3>\n<h3>Il Canzoniere di Andrea Michieli detto lo Strazzola. Edizione critica e commento<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1651078505152-8719b3ae-1e21&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Enea Pezzini<\/p>\n<p><strong>E-Mail:<\/strong> <a href=\"mailto:enea.pezzini@sns.it\">enea.pezzini@sns.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong> Letteratura, arte e storia dell\u2019Europa Medioevale e Moderna<\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> XXXIV<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento: <\/strong>Scuola Normale Superiore \u2013 Pisa e Universit\u00e0 di Losanna<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:&nbsp;<\/strong>Il Canzoniere di Andrea Michieli detto lo Strazzola. Edizione critica e commento<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Luca D\u2019Onghia (SNS &#8211; Pisa) \u2013 Lorenzo Tomasin (UNIL &#8211; Losanna)<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione: <\/strong>autunno 2022[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1651078505347-32ba0b94-6dc4&#8243;][vc_column_text]La tesi consiste nella prima edizione critica e commentata delle rime di Andrea Michieli detto lo Strazzola (m. 1510), un prolifico poeta veneziano del secondo Quattrocento titolare di un canzoniere di notevole interesse anzitutto linguistico ed espressivo.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Noemi Pigini<\/h3>\n<h3>La tradizione manoscritta del <em>Dialogo della divina provvidenza<\/em> di santa Caterina da Siena. Prolegomeni per l\u2019edizione critica<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1616155290941-debaec18-3bb1&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Noemi Pigini<\/p>\n<p><strong>E-Mail:<\/strong> <a href=\"mailto:noemi.pigini@student.unisi.it\">noemi.pigini@student.unisi.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> XXXIV<\/p>\n<p>Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;Universit\u00e0 degli Studi di Siena &#8211; Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:<\/strong> La tradizione manoscritta del <em>Dialogo della divina provvidenza<\/em> di santa Caterina da Siena. Prolegomeni per l\u2019edizione critica<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof. Claudio Lagomarsini, Universit\u00e0 degli Studi di Siena &#8211; Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome di eventuali co-Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof. Johannes Bartuschat, Universit\u00e4t Z\u00fcrich, Romanisches Seminar<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione: <\/strong>primavera 2022[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1616155291120-75edac7c-fdf2&#8243;][vc_column_text]Il <em>Dialogo della divina provvidenza<\/em> o <em>Libro della divina dottrina<\/em> di santa Caterina, fu composto a Siena tra il 1377 e il 1378 e dettato dalla santa ai tre segretari, Neri Pagliaresi, Stefano Maconi e Barduccio Canigiani. L&#8217;opera, un trattato mistico-teologico in volgare toscano strutturato in forma di dialogo, consta di 26 manoscritti (stando all&#8217;ultimo censimento, seppur lacunoso, di Aurigemma, 1988). Nonostante l\u2019ampia diffusione che il testo ha avuto nel corso dei secoli, il <em>Dialogo<\/em> manca ancora di un&#8217;edizione ecdoticamente valida, stabilita a partire dal vaglio di tutto il testimoniale manoscritto conservato.&nbsp; Il mio progetto di ricerca propone di offrire i <em>prolegomena<\/em> per l&#8217;allestimento di un&#8217;edizione critica del <em>Dialogo <\/em>di santa Caterina da Siena, condotta alla luce di un censimento completo della tradizione manoscritta, accompagnato da una perizia paleografica e linguistica di prima mano, oltre che da una <em>recensio <\/em>esaustiva del testimoniale. Accanto ad un saggio di edizione dell&#8217;opera, \u00e8 prevista un&#8217;ampia panoramica sulla storia della circolazione del <em>Dialogo <\/em>e la sua ricezione, per inquadrare le reti di <em>scriptoria<\/em> che ne hanno promosso la diffusione negli ambienti ecclesiastici e laici tra Quattro e Cinquecento. Il lavoro comprender\u00e0 infine una nota sulla lingua e lo stile della prosa di Caterina.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Eleonora Pochettino<\/h3>\n<h3>Le liriche di Jaufre Rudel. Edizione critica e commento<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1616155290080-3fda35dd-8c17&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Eleonora Pochettino<\/p>\n<p>E-Mail: <a href=\"mailto:eleonora.pochettino@gmail.com\">eleonora.pochettino@gmail.com<\/a><\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> XXXVI<\/p>\n<p>Denominazione Dottorato: <em>Filologia<\/em><\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> Universit\u00e0 degli studi di Napoli Federico II &#8211;&nbsp; Dipartimento di Studi Umanistici<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:<\/strong> Le liriche di Jaufre Rudel. Edizione critica e commento.<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong>&nbsp; prof.ssa Oriana Scarpati, Universit\u00e0 degli studi di&nbsp;Napoli Federico II &#8211; Dipartimento di Studi Umanistici<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome di eventuali co-Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof. Paolo Di Luca, Universit\u00e0 degli Studi di Napoli Federico II &#8211; Dipartimento di Studi Umanistici<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> ottobre 2023[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1616155290261-c96e9c0b-b618&#8243;][vc_column_text]Il progetto di tesi si basa su una nuova edizione critica commentata dei testi di Jaufre Rudel. Lo studio prevede il riesame del testo critico proposto nel 1985 da Giorgio Chiarini, l\u2019analisi delle <em>coblas <\/em>ritenute apocrife attestate in parte del testimoniale disponibile e la realizzazione di un commento esteso ed articolato ai componimenti del trovatore, in cui ci si prefigura inoltre di includere una ricerca sulla fortuna rudelliana nella successiva tradizione letteraria.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Gavino Scala<\/h3>\n<h3>La tradizione manoscritta del <em>Livre du gouvernement des roys et des princes<\/em>. Studio filologico e saggio di edizione<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1616155289170-445a4bbe-ce2a&#8221;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Gavino Scala<\/p>\n<p><strong>E-Mail:<\/strong> gavino.scala@student.unisi.it<\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong> <em>Filologia e critica<\/em><\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> XXXIII<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> Universit\u00e0 degli studi di Siena \u2013 Dipartimento di Filologia e Critica delle Letterature Antiche e Moderne<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:<\/strong> La tradizione manoscritta del <em>Livre du gouvernement des roys et des princes<\/em>. Studio filologico e saggio di edizione<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof.ssa Anne Angele Schoysman, Universit\u00e0 di Siena &#8211;&nbsp; Dipartimento di Scienze della Formazione, Scienze Umane e della Comunicazione Interculturale<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome di eventuali co-Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof. Richard Trachsler, Universit\u00e4t Z\u00fcrich &#8211; Romanisches Seminar<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> aprile 2021[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1616155289372-6ff65ad8-863c&#8221;][vc_column_text]Il progetto si pone l\u2019obiettivo di fornire uno studio filologico approfondito sulla tradizione manoscritta di uno dei pi\u00f9 diffusi e importanti trattati di formazione morale e politica del Medioevo in volgare, <em>Le Livre du gouvernement des rois et princes<\/em> di Henri de Gauchy, traduzione francese del <em>De regimine principum<\/em> di Egidio Romano, datata al 1282 e commissionata da Filippo III l\u2019Ardito (ma dedicata al figlio, nonch\u00e9 futuro re di Francia, Filippo IV il Bello). Attraverso una collazione del testimoniale prima in termini di macro-struttura, poi per <em>loci critici<\/em>, \u00e8 stato possibile tracciare uno <em>stemma codicum<\/em> e chiarire gli aspetti della trasmissione testuale, anche tramite un capillare confronto con il modello latino; grazie a questo tipo di analisi si sono quindi rintracciate le caratteristiche della <em>translatio<\/em> ma \u00e8 anche evidenziata la variet\u00e0 della tradizione francese (ad esempio, lo <em>stemma<\/em> mostra anche l\u2019esistenza di gruppi di codici che trasmettono versioni compendiate o incomplete). Oltre ad una serie di riflessioni sui rapporti con la fonte, sul contesto e sulla diffusione, si \u00e8 dato poi prova del testo tramite una proposta di edizione accompagnata da un apparato critico e da una serie di note di commento.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Anna Simonato<\/h3>\n<h3>Anglicismi e iberismi nel veneziano<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1651079716416-b1dda9e1-59a0&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Anna Simonato<\/p>\n<p><strong>E-Mail:<\/strong> <a href=\"mailto:anna.simonato2011@gmail.com\">anna.simonato2011@gmail.com<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong> Etudes italiennes<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> Universit\u00e9 de Lausanne<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:&nbsp;<\/strong>Anglicismi e iberismi nel veneziano<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> Lorenzo Tomasin, Universit\u00e9 de Lausanne<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> 2023[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1651079716591-15f6e650-bfc7&#8243;][vc_column_text]Studio del contatto linguistico tra il veneziano e l\u2019inglese da un lato, e le lingue iberoromanze da un altro. Comparazione tra i due versanti di tale contatto linguistico. Schedatura sistematica delle voci veneziane d\u2019origine inglese e iberoromanza, funzionale al loro inserimento nel <em>Vocabolario storico-etimologico del veneziano<\/em>, in preparazione.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Camilla Talfani<\/h3>\n<h3>\u00c9tude linguistique du Chansonnier d\u2019Urf\u00e9 (Paris, BnF, fr. 22543): analyse de la <em>scripta<\/em><\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1616167555018-15749183-c9c1&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Camilla Talfani<\/p>\n<p><strong>E-Mail:<\/strong> <a href=\"mailto:camilla.tani@gmail.com\">camilla.tani@gmail.com<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong> <em>Letteratura, arte e storia dell&#8217;Europa medioevale e moderna<\/em><\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> 2016-2020<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> Universit\u00e9 Toulouse \u2013 Jean Jaur\u00e8s &#8211; Sciences du Langage<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:<\/strong> \u00c9tude linguistique du Chansonnier d\u2019Urf\u00e9 (Paris, BnF, fr. 22543): analyse de la <em>scripta<\/em><\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof. Jean Sibille, Universit\u00e9 Toulouse \u2013 Jean Jaur\u00e8s &#8211; Sciences du Langage<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome di eventuali co-Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:<\/strong> prof.ssa Gilda Caiti-Russo, Universit\u00e9 Paul-Val\u00e9ry &#8211; Montpellier<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> gennaio 2021[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1616167555260-cccee51e-5c8d&#8221;][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Sharon Vanoli<\/h3>\n<h3>Tradizione didattica e paremiologica nel manoscritto <em>recueil<\/em> Paris, BnF, fr. 19152<\/h3>\n<h3><\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1651078701184-529c895c-b310&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Sharon Vanoli<\/p>\n<p><strong>E-Mail:<\/strong> <a href=\"mailto:vanoli.sharon@gmail.com\">vanoli.sharon@gmail.com<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:&nbsp;<\/strong>Studi Umanistici (curriculum Storia contemporanea e culture comparate)<\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> XXXVI<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Universit\u00e0 degli Studi di Urbino Carlo Bo \u2013 Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Studi Umanistici e Internazionali<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:&nbsp;<\/strong>Tradizione didattica e paremiologica nel manoscritto <em>recueil<\/em> Paris, BnF, fr. 19152<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>prof.ssa Antonella Negri, Universit\u00e0 degli Studi di Urbino Carlo Bo \u2013 Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Studi Umanistici e Internazionali; Co-tutor: Roberto Tagliani, Universit\u00e0 degli Studi di Milano \u2013 Dipartimento di Studi Letterari, Filologici e Linguistici<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> 2024[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1651078701394-823764cc-7d44&#8243;][vc_column_text]L\u2019obiettivo del progetto \u00e8 lo studio approfondito della trasmissione della cultura volgare all\u2019interno del manoscritto <em>recueil<\/em> Paris, BnF, fr. 19152, con particolare riferimento alla tradizione didattica e paremiologica in esso contenuta. Si intende analizzare il materiale in prospettiva dialettica e organica, al fine di chiarire il rapporto che ogni testo istaura non solo con i testimoni conservati, quando presenti, ma anche con gli altri testi presenti nel codice in questione.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3>Benedetta Viscidi<\/h3>\n<h3><em>Dorelot vadi vadoie<\/em>. Lo stupro nella letteratura galloromanza medievale in versi (XII e XIII secolo)<\/h3>\n<h3><\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_tta_tabs][vc_tta_section title=&#8221;Informazioni&#8221; tab_id=&#8221;1651080005791-05a56f11-1bf7&#8243;][vc_column_text]<strong>Nome e cognome del Dottorando:<\/strong> Benedetta Viscidi<\/p>\n<p><strong>E-Mail:<\/strong> <a href=\"mailto:benedettaviscidi@gmail.com\">benedettaviscidi@gmail.com<\/a><\/p>\n<p><strong>Denominazione Dottorato:<\/strong> Dottorato in Scienze Linguistiche, Filologiche e Letterarie<\/p>\n<p><strong>Ciclo Dottorato:<\/strong> XXXIV<\/p>\n<p><strong>Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Universit\u00e0 degli Studi di Padova, Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari<\/p>\n<p><strong>Titolo della Tesi:&nbsp;<\/strong><em>Dorelot vadi vadoie<\/em>. Lo stupro nella letteratura galloromanza medievale in versi (XII e XIII secolo)<\/p>\n<p><strong>Nome e cognome del Tutor, Universit\u00e0 e Dipartimento:&nbsp;<\/strong>Alvaro Barbieri, Universit\u00e0 degli Studi di Padova, Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari<\/p>\n<p><strong>Data approssimativa della discussione:<\/strong> agosto 2022[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][vc_tta_section title=&#8221;Riassunto del progetto di tesi&#8221; tab_id=&#8221;1651080006038-649d961b-33c6&#8243;][vc_column_text]La tesi si configura come uno studio delle rappresentazioni della violenza sessuale, nello specifico dello stupro, nella letteratura galloromanza in versi di XII e XIII secolo. Constatata l\u2019assenza a tale altezza cronologia di un termine specifico designante lo stupro (il sostantivo <em>viol<\/em> \u00e8 attestato solo a partire dal XVII secolo) \u00e8 sembrato necessario ricostruire la categoria di stupro nella giurisprudenza medievale, al netto della complessit\u00e0 diacronica e diatopica (primo capitolo), per poi proporre uno studio sistematico del lessico della violenza sessuale nel <em>corpus <\/em>(secondo capitolo). Nei restanti capitoli si analizzano forme, motivi e miti dello stupro da un punto di vista tematico-antropologico, prestando particolare attenzione alle dinamiche sociali di genere. Pur non essendo aprioristicamente ripartiti per \u2018genere letterario\u2019, i capitoli, a seconda dell\u2019argomento investigato, dedicano maggiore o minore spazio a una determinata forma letteraria. Il terzo capitolo studia l\u2019identit\u00e0 dello stupratore a partire dalla dibattuta formulazione cristianiana della legge di Logres. Nelle rappresentazioni di stupro del romanzo cortese si danno generalmente tre attanti: l\u2019aggressore, il difensore e la vittima. Se la critica ha tendenzialmente identificato l\u2019elemento altro, extra-cortese, nel ruolo dell\u2019aggressore e il cavaliere in quello del difensore, il capitolo contesta l\u2019automatismo di tale identificazione e problematizza la ripartizione dei due ruoli attanziali. Il quarto capitolo \u00e8 dedicato alle simulazioni di stupro, nello specifico alle numerose riscritture della storia di Giuseppe e della moglie di Putifarre (<em>Genesi<\/em> 39:6-20) e al motivo della \u201cfata violata e violenta\u201d, <em>pattern<\/em> individuabile soprattutto nel <em>lai<\/em>. Entrambi i motivi, in modi diversi e con risultati affatto diversi, rovesciano i ruoli tradizionali di genere e le dinamiche di potere, presentando, in una certa misura, il personaggio femminile nel ruolo dell\u2019aggressore e il personaggio maschile in quello della vittima. Il quinto capitolo, infine, analizza due tematiche tra loro autonome, ma accomunate dalla presenza dell\u2019elemento meraviglioso: le riscritture del racconto-tipo della Bella Addormentata (una fanciulla, creduta morta, viene stuprata e generalmente messa incinta da un cavaliere che ne diventer\u00e0 poi il legittimo marito) e il motivo del \u2018dispositivo antistupro\u2019, strumento magico\/miracoloso che preserva la verginit\u00e0 o la castit\u00e0 di molte fanciulle della <em>chanson de geste<\/em>. La tesi si presenta quindi come la prima ricerca di vasto impianto sull\u2019argomento dopo la monografia, l\u2019unica ad oggi esistente, di Kathryn Gravdal, <em>Ravishing Maidens. Writing Rape in Medieval French Literature and Law <\/em>(1991), saggio che pur costituendo un punto di partenza ineludibile non rappresenta un esito definitivo n\u00e9 una sistemazione completa.[\/vc_column_text][\/vc_tta_section][\/vc_tta_tabs][vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Matteo Anzani La Historia Troyana Polim\u00e9trica: edizione critica, studio e glossario [vc_separator][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"author":9,"featured_media":0,"parent":181,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-29525","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/sifr.it\/sifr_new\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/29525","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/sifr.it\/sifr_new\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/sifr.it\/sifr_new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sifr.it\/sifr_new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/9"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sifr.it\/sifr_new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29525"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/sifr.it\/sifr_new\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/29525\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":31599,"href":"https:\/\/sifr.it\/sifr_new\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/29525\/revisions\/31599"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/sifr.it\/sifr_new\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/181"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/sifr.it\/sifr_new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29525"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}