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Ricordo del prof. Elio Melli
(1921-2003)
di Andrea Fassò
Nato
a Bologna il 1° ottobre 1921, Elio Melli si iscrisse nel 1939
alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università
di Bologna; chiamato alle armi nel 1941 e inviato in Sardegna, si
laureò nel 1945 all'Università di Cagliari in Letteratura
italiana.
Per molti anni
insegnò nelle scuole secondarie superiori, dopo aver vinto
diversi concorsi (in particolare, riuscì primo nella graduatoria
nazionale di Lettere italiane, latine e storia nei licei e negli
istituti magistrali); dal 1965 fu preside nei licei scientifici
di Pavullo nel Frignano (liceo «Sorbelli»), di Piacenza
(liceo «Respighi») e di Bologna (licei «Copernico»
e «Sabin»). Libero docente in Filologia romanza dal
1969, fu professore incaricato di Filologia italiana presso il Magistero
di Bologna (1972-1974), di Filologia romanza presso lo IULM di Feltre
(1973-1980) e presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di
Bologna (1974-1980). Presso quest'ultima Facoltà fu professore
di I fascia di Filologia romanza dal 1980 al 1996 (fuori ruolo 1991-1996);
dal 1992 al 1994 presidente del corso di laurea in Lettere moderne;
dal 1994 al 1996 vicepreside di Facoltà.
Fondò
nel 1988 e diresse fino al pensionamento il Dottorato in Filologia
romanza e cultura medievale con sede in Bologna. Dal 1986 al 1996
fu direttore dei «Quaderni di Filologia Romanza della Facoltà
di Lettere e Filosofia dell'Università di Bologna».
Dal 1985 al 1997 presiedette la sezione italiana della Société
Rencesvals. Fece parte dal 1975 della Commissione per i testi
di Lingua e della Deputazione di Storia Patria per le Province
di Romagna; dal 1991 dell'Accademia delle Scienze di Bologna.
Allievo di Carlo
Calcaterra e poi di Marco Boni, si dedicò nei primi anni
a studi sul Settecento italiano e bolognese in particolare (edizione
di poesie inedite di Eustachio Manfredi, 1958, e dell'Epistolario
di Laura Bassi, 1961). Si volse poi allo studio della letteratura
canterina, allestendo un'edizione critica dei Cantari di
Febus-el-Forte che purtroppo non poté essere stampata. Si
occupò a lungo della Spagna in rima e della tradizione francese
e italiana del Fierabras e del Renaut de Montauban: oltre
a diversi articoli e interventi a convegni, ricordiamo l'edizione
dei Cantari di Rinaldo da Monte Albano (Bologna, Commissione
per i testi di Lingua, 1973), della versione umbro-marchigiana dei
Cantari di Fiorabraccia e Ulivieri (Bologna, Pàtron,
1984), e infine Il «Fierabraccia» comense fra preziosità
umanistiche e antico dialetto lombardo, edizione critica, Bologna,
Pàtron 1996 (dal manoscritto della Società storica
comense contenente anche una versione altoitaliana della Spagna,
pubblicata poi nel 2001 dalla sua allieva Giovanna Barbara Rosiello).
Oltre all'epica, campo privilegiato degli studi suoi e dei suoi
allievi, Melli ebbe una particolare attenzione per Dante e per la
poesia provenzale: ricordiamo fra gli altri il saggio Dante e
Arnaut Daniel («Filologia romanza», 1959), l'Interpretazione
di Montanhagol (Studi in onore di M. Boni, 1985) e soprattutto
Rambertino Buvalelli, Le Poesie, edizione critica, Bologna,
Pàtron, 1978. La sua bibliografia completa (fino al 1998)
si trova nella miscellanea Filologia romanza e cultura medievale.
Studi in onore di Elio Melli, a cura di Andrea Fassò,
Luciano Formisano e Mario Mancini, Alessandria, Edizioni dell'Orso,
1998.
Elio Melli è
deceduto a Bologna il 24 dicembre 2003.
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