Disegnò una stanza,
nella stanza mise un letto
e dormì.
… e quando si svegliò, disegnò un mare,
un mare profondo
e annegò.
Wadih Saadeh, Una vita, in A causa di una nuvola probabilmente
Mare monstrum. Convegno internazionale e interdisciplinare
Il mare, sterminata distesa d’acqua, ha nutrito la vita materiale e immaginaria delle società umane fin dai tempi più remoti. Universo metaforico di storie letterarie; contrappunto analogico di speculazioni filosofiche; via di comunicazione per scambi e conflitti storici; simbolo per eccellenza della nascita (Jung), il mare, meglio l’Oceano costituisce un grande orizzonte onirico, come ebbe a definirlo Le Goff riferendosi all’immaginario medievale e al contempo un luogo fisico e reale. Il mare è un confine liquido che unisce – si pensi, a tale proposito, al Progetto per un atlante linguistico mediterraneo di Henry Kahane, utopia identitaria improntata sulle “parole-chiave” “‘pace’, ‘convivenza’, ‘cooperazione’” la quale avrebbe dovuto assurgere a lezione etica per il Nuovo Mondo (Farnetti) –, oppure divide, ma che nel suo essere attraversato modifica lo stato di partenza. Non a caso, in un denso saggio intitolato Mare crudele econtenuto nel fondamentale La letteratura del mare. Atti del convegno di Napoli, 13-16 settembre 2004,esso viene assimilato a un “non luogo” che, nel figurare “la nuova dimensione della mancanza e della perdita dell’identità”, fa sì che chiunque lo oltrepassi “semplicemente svanisce, cambia, non esiste più” (Fedi). Si dischiudono così orizzonti di pensiero in cui il mare si carica di valenze simboliche per prospettarsi ad esempio come άβυσσος, “rappresentazione della profondità come assenza, anzi come allontanamento del ‘fondo’: allontanamento, rimozione, più che lontananza” (Mantovanelli), o ancora, figura della divina onnipotenza: “Abyssus abyssum invocat, in voce cataractarum tuarum” (Psalmi 41:8, Vulgata Clementina). Muovendosi su un diverso versante, esso si prefigura come spazio incognito i cui esseri viventi e fenomeni naturali finiscono per trasmutare nella tetralogia fantastica e nelle idrografie dell’immaginario. A testimonianza di ciò, oltre alla schiera di creature marine mostruose accuratamente descritte da studiosi come Heuvelmans, Centini, Masiola Rosini (il Leviatano, le sirene, il kraken e via dicendo), nonché frutto di avvistamenti più o meno attendibili (il famosissimo Nessie), basterà evocare due idronimi che hanno ampiamente alimentato l’immaginazione di cartografi, scrittori e uomini di sconfinata erudizione. Anzitutto, Cariddi. La divina Charibdis omerica, eponimo dello Stretto, divenuto successivamente di Messina, si presenta oggi agli studiosi nelle sue mutevoli forme. Vorace gorgo senza volto nelle opere dei classici, temibile vortice per viaggiatori reali e letterari, fantastico mostro in tanti racconti per l’infanzia, poleonimo letterario, come nella Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo. L’attraversamento dello Stretto, in cui il mito e la leggenda sfidano le leggi della geologia marina e dell’idrodinamica, diventa metafora di un’esperienza conoscitiva o di una prova mortale che vede nei due mostri che lo popolano, la feroce Scilla da un lato, Cariddi dall’altro, gli eterni protagonisti di questa sfida. In secondo luogo, il maelstrom, l’enorme vortice situato a largo delle isole Lofoten (Norvegia) rappresentato nelle mappe di Mercatore eOlao Magno, per citare solo due nomi, che corroborava le ingegnose e astruse teorie geocosmiche del Kircher del Mundus Subterraneus e che, due secoli più tardi, sarebbe trascolorato nella più pura fantasmagoria letteraria. È noto come la rêverie delle “acque pesanti” (Bachelard) di Edgar Allan Poe, oltre a dare vita alle sventure narrate nell’allucinante relazione del fittizio viaggio per mare di Gordon Pym, dovesse inaugurare, prima con il MS. found in a bottle, poi con l’ancor più celebre A Descent into the Maelstrom, un vero engouement per la spirale marina di cui si sarebbero nutriti Jules Verne e epigoni dei racconti fantascienza e di altri generi.Eppure, le tracce del mitologema del gorgo marino sono reperibili in letterature di tempi antichissimi, nonché di luoghi e stampo quanto mai diversificati, come sanno i lettori della monumentale indagine mito-cosmografica quale è Hamlet’s Mill: il Kalevala finnico, l’epopea di Gilgamesh, l’Edda di Snorri Sturluson. Ma si potrebbe altresì evocare il tehōm biblico, il «Caos» acquatico che, come annota Mircea Eliade, simboleggia “il sistema preformale della materia cosmica, e contemporaneamente il mondo della Morte, di tutto quanto precede e segue la vita”.
Il convegno intende indagare con un approccio interdisciplinare i molteplici aspetti collegati all’idea di un “mare monstrum”, ovvero di un mare non solo popolato da mostri e prodigi (i quali “sono così designati poiché hanno il potere di vaticinare, pronosticare, anticipare eventi futuri”, scrive Isidoro di Siviglia ricordando come monstrum derivi “da monito, ovvero ciò che viene predetto), ma che si può dare esso stesso come portento, come elemento capace di varcare le soglie del “normale” per farsi anch’esso prodigio: dalle trasfigurazioni fantastiche dell’arte e della letteratura; all’iperrealismo della tragicità di viaggi disperati; alla mediatizzazione di insidiosi viaggi della speranza (la recentissima vicenda della Global Sumud Flotilla); ai tentativi di regolamentazione giuridica di un luogo annesso ai confini degli stati sulle terre emerse; alle riflessioni di pensatori, filosofi, storici e psicoanalisti; alle indagini di scienziati che hanno compreso e descritto i misteri degli abissi.
Organizzato in collaborazione con l’Università di Messina, il convegno si svolgerà all’Università di Macerata, presso il Dipartimento di Studi Umanistici, i giorni 24, 25 e 26 febbraio 2026.
Proposte di contributi, articolate in un massimo di 4000 caratteri spazi inclusi, dovranno pervenire alle email delle organizzatici irenezanot@gmail.com (prof.ssa Irene Zanot, Università di Macerata), paola.labadessa@unime.it (prof.ssa Paola Labadessa, Università di Messina), m.difebo1@unimc.it (prof.ssa Martina Di Febo, Università di Macerata) entro il 30 novembre 2025. L’esito della proposta sarà comunicato agli interessati entro il 15 dicembre 2025.
Non è prevista alcuna tassa di iscrizione.
Le spese di viaggio e alloggio sono a carico dei partecipanti. Avremo il piacere di offrire un pasto sociale e dei coffee break.
