Pubblicazione di Sergio Vatteroni, Prime osservazioni sulla cesura nel décasyllabe della lirica galego-portoghese, prima uscita della nuova collana “Quaderni di Cultura Neolatina” (QCN), diretta da Walter Meliga e Saverio Guida.

Presentazione della collana
La collana «Quaderni di Cultura Neolatina» nasce a fianco di «Cultura Neolatina» col proposito di accogliere lavori che, in ragione della loro estensione, non riuscirebbero a trovare spazio nei fascicoli della Rivista e che nello stesso tempo si propongono come interventi propositivi e/o provvisori – propri della forma dell’articolo – ovvero come prologhi a lavori più impegnativi, che, una volta portati a termine, potranno trovare più adeguata collocazione nei volumi che la casa editrice Mucchi propone nelle sue collane di studi filologici e storico-letterari del dominio romanzo.
La collana ha la stessa organizzazione della Rivista (Direzione, Comitato scientifico, Collegio direttivo, Comitato di redazione), ne adotta lo stile editoriale e la procedura di revisione dei contributi, secondo le migliori pratiche vigenti (peer review) e come specificato nel codice etico disponibile nelle pagine dedicate a «Cultura Neolatina» del sito in rete della casa editrice Mucchi ‹https://mucchieditore.it›.
Gli studi pubblicati nella collana sono offerti al pubblico degli studiosi in due versioni: in formato digitale ad accesso libero (Open Access) nel sito in rete della casa editrice Mucchi; in formato cartaceo acquistabile su richiesta (print on demand) nello stesso sito.
Abstract del volume
Il lavoro propone un primo studio dei mutamenti cui è andato soggetto il décasyllabe galego-portoghese rispetto al modello del verso trobadorico. In particolare si studia la posizione della cesura in un corpus costituito da più di 4.600 versi. Lo spoglio dei versi galego-portoghesi mostra uno scarto notevole rispetto alla struttura del décasyllabe provenzale. Accanto ai tipi di cesura più diffusi nella poesia dei trovatori, i trobadores utilizzano massicciamente la cesura italiana, rara in provenzale, e presentano un alto numero di cesure anomale, dette mascherate o inesistenti sulla scorta di uno studio di Dominique Billy sul décasyllabe dei trovatori italiani.
